RevolutionS
dal 20.10 al 11.11 2007 – Pordenone – Convento di San Francesco e Museo delle Scienze
Nel solco delle precedenti edizioni, l’undicesimo festival Scienzartambiente - per un mondo di pace propone ( in collaborazione con numerosi Istituti Pubblici e Privati e Associazioni Culturali del territorio regionale tra cui gli Amici della Cultura) mostre, laboratori con e per le scuole, laboratori per famiglie e adulti nei fine settimana, seminari, convegni, performance artistiche, toccando in modo trasversale i temi legati alle “rivoluzioni” scientifiche e

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tecnologiche, e pertanto legati anche alle “evoluzioni” dei saperi.
Comprendere il mondo è una delle più antiche aspirazioni dell’uomo, e vie privilegiate per raggiungere lo scopo sono l’investigazione scientifica e la riflessione filosofica. Tra questi due aspetti dell’indagine conoscitiva, strettamente fusi nella cultura antica, si è creata una tragica frattura che necessita di essere ricomposta. Per fortuna non sono mai mancati e non mancano individui convinti della fondamentale unità del pensiero umano. Gettare ponti tra modi di guardare il mondo e saperi diversi, è oggi più che mai necessario.
Il festival di quest’anno prende il titolo di RevolutionS - rivoluzioni scientifiche e tecnologiche che ci riguardano - volendo richiamare l’attenzione sullo svilupparsi, mai lineare, del pensiero scientifico, sul ribaltamento dei paradigmi conoscitivi che comportano le grandi “rivoluzioni” nella scienza e nella tecnica (da Copernico ad Einstein, da Darwin alle neuroscienze, dal cannocchiale, al robot e all’i-pod).
Appositamente nel titolo è messo in evidenza il termine evolution, perché ogni rivoluzione porta con sé e produce un’evoluzione delle idee e della cultura.
Tecniche e Tecnologia in questo contesto sono considerate come forma specifica di cultura materiale,come processo intrecciato di crescita, di saperi, metodi e strategie. Oggi constatiamo che lo sviluppo tecnologico ha grandi rilevanze in campo economico e sociale e, nel contempo, pone forti questioni etiche.
Dall’UNESCO alla Banca Mondiale, da Rio de Janeiro a Kyoto, a Nairobi, si richiede sempre più una nuova devolution, che permetta alla cultura materiale,  proiettata al consumo e allo spreco, di reintegrarsi in quel contesto sociale, artistico e conoscitivo da cui si è via via distaccata.
Nel primo secolo del terzo millennio, che viene considerato da molti il secolo fragile, Scienza e Tecnologia sempre più saranno chiamate ad interrogarsi sul loro ruolo all’interno della società umana segnata da profondi e rapidi mutamenti. È coscienza diffusa che ci sia ancora molta strada da fare per comprendere la complessità dell’impatto ambientale delle moderne azioni umane, del problema delle risorse, in particolare di quelle dell’energia e dell’acqua, degli sprechi, dei mutamenti climatici e dell’economia di mercati sviluppati e in via di sviluppo.