Le antiche tradizioni pordenonesi fortunatamente continuano a vivere e ad animare la città. Una delle ricorrenze sicuramente tra le più sentite dai pordenonesi è quella che si svolge a metà quaresima. Si tratta di una usanza folcloristica tipica non solo del Friuli Occidentale, ma sparsa in vari luoghi posti in una lunga fascia d’Europa che va dal Portogallo all’Ungheria, e che in particolare in Italia tocca la Lombardia, il Veneto, l’Emilia, la Toscana ed il Friuli. In passato era d’uso bruciare il fantoccio di una vecchia, la "vecia" appunto, su di lei venivano scaricate tutte le disgrazie successe nel corso dell’anno nella città, sventure che il fuoco doveva cancellare. Alla vecia veniva, e viene tuttora, fatto un vero e proprio processo nel centro cittadino, durante il quale è consentito deridere politici e personaggi di spicco dello zona: a poco valgono l’opera e l’impegno dell’ avvocato difensore!
La tradizione, documentata in più di venti località del Friuli Occidentale, oltre a Pordenone ha avuto alcuni decenni di abbandono nella prima metà del Novecento, ma è ora in forte ripresa in almeno una decina di paesi del Pordenonese. Del processo alla vecia, declamato interamente in dialetto pordenonese, viene stampato il programma e fatto circolare per Pordenone qualche giorno prima dell’evento.
La XXXIV edizione del 2006 si terrà la sera del 23 marzo (giovedì di metà quaresima) in Piazza XX Settembre. La recita del processo sarà sostenuta dagli attori del Teatro "L. Rocco" di Pordenone.