GEORGE Tatge

ITALIA METAFISICA




Pordenone - Galleria Bertoia 

Venerdì 17 marzo 

ore 16.40









Nato a Istanbul nel 1951 da madre italiana (precisamente di Marostica) e padre americano, George Tatge fino a circa venti anni ha abitato in svariati paesi, non solo in Europa, senza fermarsi per più di due anni nello stesso posto, per trasferirsi alla fine in America. Dopo essersi laureato in lingue, la sua aspirazione era quella di diventare uno scrittore, si avvicina al mondo della fotografia e sceglie, oltre 40 anni fa, di vivere in Italia e di dedicarsi alla scoperta di questa terra affascinante e complessa. Ha così cominciato a raccontare la penisola con la sua Deardorff 13 x 18cm, una macchina leggendaria a soffietto che produce negativi in bianco e nero di grande formato che vengono stampati dall’autore stesso in camera oscura. 

Nella mostra «Italia Metafisica» allestita dal 18 marzo al 30 luglio 2017 alla Galleria Harry Bertoia di Pordenone, le immagini raccolte da Tatge raffigurano segni, simboli e geometrie sacre, ispirate dall’Italia “costruita”, e cioè, dall’opera dell’uomo. Non solo architettura, ma anche edifici minori e manufatti di ogni tipo che l’uomo lascia dietro di sé. Metafore e misteri dell'abitare temporaneo nei luoghi, e dell'inevitabile passaggio oltre.  Protagonista anche l'uomo, non solo i suoi interventi sul territorio, con tutti i significati sociali, industriali e religiosi che comportano. Ecco allora frammenti di realtà, giustapposizioni bizzarre e surreali, aperte, grazie all’ambiguità del contenuto, all’interpretazione di chi guarda. Alcuni spazi ritratti da Tatge possono ricordare le visioni dei pittori che hanno lavorato nel primo Novecento, ma il termine Metafisico è stato scelto, in questo caso, per sottolineare l’intento dell’autore di utilizzare un luogo fisico per esprimere un concetto astratto o un particolare stato d’animo.







Dopo la nota rassegna ‘Presenze-paesaggi italiani’, inaugurata nel 2008 a Firenze e dedicata alle trasformazioni del paesaggio italiano, il maestro propone ora una nuova serie di 66 fotografie anche questa volta eseguite in tutta l’Italia, sul tema delle tracce dell’operare dell’uomo sul territorio, su ciò che egli genera, produce, talvolta abbandona. «L‘architettura è nata dal profondo rispetto per la natura. Gli antichi si preoccupavano della questione dell’orientamento solare ed erano consci dei significati sacri ed archetipici delle forme geometriche», spiega Tatge. «Nell’uomo moderno c’è ancora un’inconscia consapevolezza di questi simboli. Sono questi che mi attraggono». 

Novità della mostra è l’esposizione nella sala alla fine del primo piano di 132 particolari estrapolati dalle 66 immagini presenti (due particolari per ogni scatto). Grazie all’uso di negativi di grande formato è stato possibile estrarre dettagli che si presentano quasi come immagini nuove, quasi una “mostra nella mostra”.

Il catalogo della mostra, edito da Contrasto, ha vinto un premio IPA della Lucie Foundation di N.Y. nel 2015 e il Premio Ernest Hemingway 2016 di Lignano Sabbiadoro. «Eleganti inquadrature, quelle di Tatge - spiega Guido Cecere nell'introduzione - calibrate e attente, che mettono assieme edifici o scheletri del passato carichi di storia con porzioni di paesaggio che posseggono un’espressività spesso apparentemente muta e sospesa nel tempo, ma in realtà, invece, densa di significati che vanno decriptati da chi guarda, praticando l’arte della contemplazione, senza fretta».




INFO:

Quando: dal 18/03/2017 al 30/07/2017

Orario: da mercoledì a domenica ore 15.00-19.00

Dove: Galleria Harry Bertoia - Corso Vittorio Emanuele II, 60 – Pordenone

Biglietto: intero Euro 3; ridotto Euro 1

Percorsi assistiti alla mostra: Associazione Amici della Cultura tel. + 39 349 7908128, 

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Attività didattiche: Società Coop Arteventi tel. +39 3456454855, 

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Contatto: Comune di Pordenone – tel. 0434/392960 - 0434/392918

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