PAOLO VERONESE

L’ILLUSIONE DELLA REALTA’

Palazzo della Gran Guardia

Verona

Mercoledì 1 ottobre 2014

 

 

Giornata di pioggia purtroppo per gli Amici della Cultura a Verona per visitare la mostra di Paolo Veronese, tornato nella sua città natale con una mostra dedicata alla sua figura e alla sua opera. 

L’esposizione, allestita nel monumentale Palazzo della Gran Guardia di Verona, si colloca a distanza di ventisei anni dalla rassegna Veronese e Verona tenutasi nel 1988 al Museo di Castelvecchio ed è curata da Paola Marini, direttrice del Museo di Castelvecchio e Bernard Aikema, dell’Università degli Studi di Verona.

Il Veronese ebbe la sua formazione nella Verona di Giovanni Caroto, Antonio Badile e soprattutto Michele Sanmicheli, per poi trasferirsi e svolgere la parte centrale della sua carriera a Venezia, della cui scena artistica fu uno dei principali protagonisti insieme a Tiziano Vecellio e Jacopo Tintoretto. Guidò un’operosa bottega, assistito, tra gli altri, dal fratello Benedetto e dai figli Carlo e Gabriele, che portarono avanti l’attività dopo la sua morte.

 

 

In mostra sono state esposte circa 100 opere, fra dipinti e disegni, provenienti dai più prestigiosi musei italiani ed internazionali, tra cui la Gemäldegalerie di Dresda, la National Gallery of Scotland di Edinburgo, il Museo degli Uffizi di Firenze, Palazzo Rosso di Genova, il British Museum e la National Gallery di Londra, il J. Paul Getty Museum di Los Angeles, il Museo Nacional del Prado di Madrid, la Pinacoteca Estense di Modena, la Pinacoteca di Brera di Milano, il Metropolitan Museum of Art di New York, il Musée du Louvre di Parigi, i Musei Vaticani di Roma, le Gallerie dell’Accademia di Venezia, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, la National Gallery of Art di Washington.

La mostra monografica è la prima di tale ampiezza in Italia dopo quella memorabile curata da Rodolfo Pallucchini a Venezia nel 1939 e presenta Paolo Veronese attraverso sei sezioni espositive: la formazione a Verona, i fondamentali rapporti dell’artista con l’architettura e gli architetti (da Michele Sanmicheli a Jacopo Sansovino a Andrea Palladio), la committenzai temi allegorici e mitologici, la religiosità, e infine le collaborazioni e la bottega, importanti fin dall’inizio del suo lavoro.

Oltre ad un’ampia scelta di capolavori dell’artista, la mostra comprende numerosi disegni di eccezionale qualità e varietà tematica e tecnica, con l’obiettivo di testimoniare il ruolo della progettazione e riflessione grafica non solo nel percorso creativo di Paolo ma anche nella dinamica produttiva del suo atelier. 

 

 

Sicuramente un’esposizione con opere di mirabile bellezza come le Tentazioni di Sant’Antonio, Marte e Venere, l’ Allegorie d’amore, Il Matrimonio mistico di Santa Caterina, Il Buon Samaritano, il Miracolo e conversione di San Pantalon, e ancora La conversione della Maddalena dove a mio avviso Veronese raggiunge l’apoteosi  della sua esemplare arte. 

Da menzionare inoltre nelle opere anche la ricchezza dei tessuti dipinti dall’artista, dove il disegno si amalgama coi colori dando vita a broccati e velluti che si vorrebbero toccare con mano per rendersi conto che sono solo dipinti.