TRAME DI CINEMA
DANILO DONATI E LA SARTORIA FARANI
I COSTUMI NEI FILM DI CITTI, LATTUADA FAENZA, FELLINI, PASOLINI, ZEFFIRELLI
e

Museo delle Carroze d’epoca

San Martino di Codroipo

 

Venerdì 23 maggio 2014

 

 

Non perdetevi questa mostra! Noi siamo andati a vederla dopo aver visitato il Museo della carrozze d’epoca a San Martino di Codroipo, un museo quasi fuori dal mondo, inaugurato nel 2006 e a soli pochi passi da Villa Manin. All’interno 44 carrozze (ed una slitta!) perfettamente funzionanti e un settore dedicato a giocattoli dell’’800-‘900. Il museo, ricavato nella struttura di una ex filanda, nello splendido scenario di una villa veneta, Villa Kechler, si articola in tre gallerie sovrapposte collegate e tre piani di una torretta centrale che conserva i caminetti, utilizzati all’epoca per l’allevamento dei bachi da seta. Un patrimonio tematico sul mondo della carrozza, costituito dicevo da 44 carrozze dei secoli XIX-XX con i relativi accessori da viaggio, finimenti per l’attacco, cavalli realizzati a mano a grandezza naturale e una selleria militare, proveniente da un unico proprietario, il collezionista Antonio Lauda ( Foggia 1925-Codroipo 2000). Notevole la portata per la testimonianza etnografica delle vetture fabbricate dalle più note carrozzerie dell’epoca in Europa e per la varietà delle tipologie in uso, tra le quali anche un modello per la licenza di scuola guida, vari modelli per il trasporto dei bambini, nove cavalli realizzati in gesso e cartapesta, di diversa provenienza, europea, ungherese, russa e dalla Turchia. Tra gli accessori da viaggio, fruste, frustini, trombe, stivali, cappelliere e collari antichi, e si segnala in particolare una comodina da viaggio in radica di noce, recentemente donata al museo. 

 


 

Ma torniamo a Trame di Cinema: la mostra ospita la straordinaria collezione di costumi disegnati da Danilo Donati, nel corso della sua carriera di scenografo e costumista, e realizzati dalla storica Sartoria Farani, oggi diretta dal friulano Luigi Piccolo. Nelle diciotto stanze sono presenti centoundici abiti, perfettamente restaurati, commissionati da alcuni dei più importanti maestri del cinema italiano, da Federico Fellini a Pier Paolo Pasolini, da Franco Zeffirelli a Alberto Lattuada. Le voci dei registi, le colonne sonore e una selezione di testi accompagnano il visitatore in un viaggio nei set ricostruiti con ingrandimenti fotografici e con la proiezione di sequenze dei film. Il lavoro dell’officina Donati/Farani è inoltre documentato dai bozzetti preparatori e dalle immagini del lavoro all’interno della sartoria di via Dandolo a Roma. I film che costituiscono il fil rouge di questa avventura sono alcuni dei capolavori di Federico Fellini da Fellini-Satyricon (1969) a I Clowns (1970), da Amarcord (1973), a Intervista (1987), fino a Il Casanova di Federico Fellini (1976). De La mandragola (1965) di Alberto Lattuada si potranno ammirare gli abiti indossati da Philippe Leroy, mentre per La bisbetica domata (1967) di Franco Zeffirelli ci saranno quelli indossati da Richard Burton. Di Storie scellerate (1973) diretto da Sergio Citti, allievo prediletto di Pier Paolo Pasolini, si potranno ammirare i costumi carnevaleschi, assieme a quelli di Marianna Ucrìa (1997) di Roberto Faenza. Grande spazio è dedicato ai costumi realizzati nell’ambito del sodalizio di Danilo Donati con Pier Paolo Pasolini iniziato nel 1963 con La ricotta. Dalla giacchetta di lana indossata da Totò in Uccellacci e uccellini (1966), ai costumi dei sacerdoti, dei magi e degli apostoli de Il Vangelo secondo Matteo (1964), per i quali la fonte d’ispirazione fu la pittura di Piero Della Francesca, agli abiti dei soldati protagonisti del sogno del martirio in Porcile (1969), a quelli “di arcaica bellezza” indossati dai protagonisti di Edipo re (1967). Il salone centrale è dedicato alla Trilogia della vita: da Il Decameron (1971) a I racconti di Canterbury (1972) con quello indossato dallo stesso Pasolini, al Il fiore delle mille e una notte (1974) dove gli elmi, le lance, le tuniche e i mantelli tessuti a mano rivelano la grande capacità inventiva di Danilo Donati. La mostra si chiude con i costumi di Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975).