I polimaterici e le nuove tecniche della pittura 

Tecniche espressive nell’arte friulana del secondo ‘900

 

 

Purtroppo ultima lezione del corso tenuto dal Prof. Fulvio Dell’Agnese I sopravvissuti a Duchamp”, conclusosi presso la Bastia del Castello di Torre,sede che ha ospitato tutti gli incontri sulle tecniche espressive dell’arte friulana del secondo ‘900. E anche questa volta il professore Dell’Agnese non si è smentito in quanto a sorprese e colpi di scena! Dopo aver introdotto il tema della serata dedicata agli artisti polimaterici, ha proiettato un incredibile video realizzato in una delle due fonderie artistiche rimaste in Italia, quella di Pietrasanta in Toscana, dando così la possibilità di assistere ad una fusione a cera persa di una scultura bronzea di importanti dimensioni. Mentre il suono dello sfrigolare del bronzo incandescente riempiva la sala della Bastia, e tutti restavano a bocca aperta nell’assistere ad una tecnica di altri tempi, Fulvio spiegava i vari passaggi della lavorazione: dalla realizzazione dello stampo, alla colatura della cera, alla costruzione della gabbia  in terra cotta, passo dopo passo per giungere alla creazione dell’opera in bronzo finita. Così il vociare in sala commentava ancora la spettacolare colata appena vista, e nel frattempo una foto di Gino Bramieri degli anni ’60, introduceva il moplen e l’ormai ben nota plastica diventata altro elemento essenziale per i già citati artisti polimaterici. Cominciando da Gianni Pasotti, friulano doc e Pordenonese di adozione, che dalla fine degli anni ’80 si è dedicato alla lavorazione della plastica, ottenendo trasparenze incredibili e colori per niente casuali, giocando allo stesso tempo con una sottile ironia, come dimostra l’opera “Sguardo di lettore” qui riprodotta. 

 


 

Dell’Agnese ha poi parlato di Adriano Visentin, artista goriziano legato all’uso della pietra ma sperimentatore anche della plastica, e ancora di Giorgio Valvassori che realizza particolari opere anche in carta, e di Guerrino Dirindin, nostro vecchio amico e creatore di innumerevoli installazioni che a sorpresa spesso appaiono in città. Dirindin da un paio di anni a questa parte si sta dedicando alla creazione di opere realizzate con la terra, lo troveremo tra non molto al Parco del Palù di Polcenigo durante la terza edizione di Humus Park. Pubblichiamo una fotografia significativa dove sullo sfondo compare un lavoro di Guerrino, introdotto dalle inconfondibili sculture di Paola Moro, a mio avviso ineguagliabile artista che, come ha ricordato Fulvio, si dedica al ready made riutilizzando materiali di scarto industriale. Ricordiamo la mostra Wunderkammer di Paola Moro del 2007 presso il Convento del San Francesco, esposizione indubbiamente tra le più suggestive realizzate negli ultimi anni a Pordenone. Concludono l’incontro le opere di Massimo Poldelmengo, un intreccio di ferro, vetro, acciaio, pietra e legno, materiali contrastanti tra loro per consistenza e tipologia ma tradotti dall’artista in maniera esemplare. 

A proposito indovinate chi c’era tra il pubblico in sala? Gianni Pasotti, che certo non è passato inosservato…… 

 

Loredana Schembri