LA FOTOGRAFIA

Tecniche espressive nell’arte friulana del secondo ‘900

 

 

“Direi che è illusorio pensare alla fotografia come a una forma d’arte distante dalla tecnica pittorica”. Inizia così la terza lezione del Prof. Fulvio Dell’Agnese dedicata alla fotografia, lezione che non poteva non cominciare parlando di un friulano d’eccezione, Elio Ciol, come ben sappiamo nativo di Casarsa e con una così lunga carriera alle spalle da essere noto a tutte le generazione dagli anni ’50 ad oggi. Neorealista fin dagli inizi della carriera, amava ritrarre la sua terra d’origine fissando sulla pellicola paesaggi, tradizioni che andavano scomparendo con il progresso ed il boom economico, ma soprattutto scene di vita quotidiana, dove indagava i mutamenti del contesto sociale e dove i giovani erano il fulcro della rinascita post bellica. Con gli anni ’60 sperimenta l’utilizzo della pellicola a infrarosso, con la quale realizza dei particolari giochi di luce che gli fruttano un lavoro di eccezione: diventa infatti il fotografo di scena sul set del film Gli ultimi di Padre Maria Turoldo, girato tra Coderno e Villa Manin, dove imprime immagini così spettacolari che lo rendono famoso ovunque. Gli anni successivi lo videro impegnato in ogni fronte, ricordiamo tra gli innumerevoli incarichi l’accurato lavoro di catalogazione del patrimonio artistico ma soprattutto, nel 1973, il suo lavoro di reporter durante la tragedia del Vajont. Pubblichiamo il suo famoso scatto del Museo Guggenheim di Bilbao con protagonista la scultura di un enorme ragno opera di Louise Bourgeois. 

La fotografia friulana vede tra i protagonisti anche importanti nomi goriziani quali Roberto Kusterle, che costruisce il set creando fotografie che hanno come soggetto la trasformazione dell’uomo e della natura, Maurizio Frullani, Sergio Scabar e Alessandro Ruzzier, e ancora personaggi di spicco quali Danilo De Marco, reporter e giornalista che racconta con efficacia e verità storie di paesi lontani non solo geograficamente, per concludere con Franco Spanò, esponente delle generazioni a partire dagli anni ’60 e artista indiscusso della sovrapposizione delle immagini. 

 


 

L’incontro si è concluso con l’intervento di Giancarlo Venuto, conosciuto la lezione precedente e questa volta salito sul palco per raccontarci i segreti dei suoi affreschi. Per essere tornato vuol dire che si è trovato bene tra noi Amici

 

Prossimo appuntamento I polimaterici e le nuove tecniche della pittura: Pasotti, Poldelmengo, Di Iorio, Lunedì 28 aprile ore 17.30 sempre presso la Bastia del Castello di Torre

 

 

Loredana Schembri