ANGIOLO D’ANDREA, LA (RI)SCOPERTA DEL MAESTRO FRIULANO DEI PRIMI ‘900

Inaugurata ieri, alla Galleria Pizzinato, la mostra che sarà visitabile 

fino al 21 settembre

 

 

Un artista ingiustamente dimenticato, una notevole produzione artistica che rivive a Pordenone grazie alla Fondazione Bracco di Milano: è stata inaugurata ieri alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Armando Pizzinato, l’esposizione “Angiolo D’Andrea, la riscoperta di un maestro tra Simbolismo e Novecento”, visitabile fino al 21 settembre 2014. 

 

In una sala gremita di pubblico, Claudio Pedrotti sindaco di Pordenone, Claudio Cattaruzza Assessore comunale alla cultura, Michele Leon sindaco di San Giorgio della Richinvelda, Diana Bracco presidente dell’omonima Fondazione e Luciano Caramel curatore della mostra, hanno presentato la rassegna che vuole riportare alla memoria (o svelare per la prima volta) la produzione pittorica dell’artista di Rauscedo, indagandone la personalità e soprattutto lo stile figurativo.

 

Angiolo D’Andrea nasce nel 1880 a Rauscedo e poco più che ventenne si trasferisce stabilmente Milano: qui avvia una collaborazione come illustratore con la rivista diretta da Camillo Boito Arte Italiana Decorativa e Industriale. Il suo eclettismo artistico e le amicizie con gli architetti Giulio Ulisse Arata e Antonio Sant’Elia, lo avvicinano all’architettura, dove trova importanti riconoscimenti nella decorazione di diversi edifici lombardi: nel 1914 realizza un mosaico per lo storico bar Camparino di Galleria Vittorio Emanuele. I suoi numerosi viaggi in Sicilia ritornano spesso nell’opera, così come la sua personale esperienza al fronte durante la Prima Guerra Mondiale. Rientrato a Milano, lavora a paesaggi e vedute, ritrae l’eros femminile e la maternità; dagli anni ’20 si avvicina al sacro, ai soggetti religiosi e nature morte floreali. La distanza ideologica, dal fascismo, e culturale, dalle avanguardie dei primi anni del ‘900, riducono la sua presenza pubblica: isolato dalla comunità artistica dell’epoca e dimenticato dalla stampa di regime, rientra molto malato al paese natio, dove muore nel 1942.  

 

All’indomani della sua scomparsa, Elio Bracco, fondatore di origini istriane dell’azienda farmaceutica, ne acquista tutte le opere rimaste nello studio milanese, grazie all’amico di D’Andrea, Carlo Fontana. L’intento è quello di realizzare una grande mostra, che però viene ostacolata dalla guerra. La nipote di Elio, Diana Bracco, oggi presidente della Fondazione, porta avanti il progetto del nonno e nel 2012-’13 allestisce l’esposizione a Palazzo Morando, a Milano: oggi questa rassegna, arricchita di nuovi elementi, rivive finalmente a Pordenone, in un percorso espositivo di 120 opere articolate in dieci aree tematiche, provenienti per lo più dalla collezione privata della famiglia Bracco, ma anche dal Mart di Rovereto, dalla Galleria Rizzarda di Feltre e dal Museo del ‘900 di Milano.

 

La mostra è aperta al pubblico da martedì a sabato, ore 15.30-19.30 e domenica, ore 10.00-13.00 e 15.30-19.30, fino al 21 settembre. È importante segnalare che contestualmente a questa rassegna, il comune di San Giorgio della Richinvelda, ha allestito nella Sala Consiliare comunale l’esposizione “Angiolo D’Andrea Illustratore” in apertura il 12 aprile, una raccolta della produzione grafica dell’artista finora mai esposta in modo organico. 

 

 

Alice Sannia