I SOPRAVVISSUTI A DUCHAMP

Tecniche espressive nell’arte friulana del secondo ‘900

 

 

Posti praticamente esauriti per la prima lezione di storia dell’arte sulle tecniche d’arte friulana del secondo ‘900, tenuta dal prof. Fulvio Dell’Agnese e svoltasi Martedì 25 marzo nella sala incontri della Bastia del Castello di Torre a Pordenone, sponsorizzata dal Comune di Pordenone e organizzata dagli Amici della Cultura. 

Dopo una esauriente introduzione su Marcel Duchamp (le cui opere artistiche non erano altro che un readymade, oggetti già esistenti e di uso comune, presi da lui e riproposti in altri contesti in una sorta di arte concettuale) e sull’avanguardia storica del movimento dadaista, sono state analizzate opere e artisti quali Tristan Tzara, Piero Manzoni, Man Ray, Andy Warhol e Damien Hirst, spiegando il significato della parola “sopravvissuti” che fa bella mostra nel titolo del corso in questione. I sopravvissuti non sono altro che quegli artisti, figli di un’epoca tanto reazionaria, che nonostante le tendenze dada continuarono a fare arte con tecniche consolidate quali la pittura e la scultura. E da qui l’auditorio si è ritrovato immerso nella tecnica della fusione a cera persa di Marcello Mascherini, nelle opere in legno, gesso e ferro dei fratelli Dino e Mirko Basaldella, nell’uso del marmo di aurisina utilizzato da Giampietro Carlesso, nelle opere provocatorie di Maurizio Cattelan e ancora nel marmo nero del Belgio e nel marmo grigio carnico esemplarmente scolpito da Edy Carrer, giovane artista pordenonese famoso per le sue coinvolgenti nonché spettacolari istallazioni.  

 


 

Prossimo appuntamento con l’affresco: Tubaro, Celiberti e Venuto. 

Martedì 1 aprile ore 17.30 sempre presso la Bastia del Castello di Torre. Non mancate!

 

 

Loredana Schembri