Un Cinquecento inquieto

da Cima da Conegliano al rogo di Riccardo Perucolo

PALAZZO SARCINELLI 

Conegliano

Giovedì  20 Marzo 2014

 

 

La mostra a cura di Gian Domenico Romanelli e Giorgio Fossaluzza, racconta l’importanza della pittura del primo cinquecento coneglianese e degli immediati dintorni nella storia dell’arte italiana. Si trattò di un luogo e di un periodo particolarmente inquieto: Conegliano, centro di cultura, di incontri e convergenze, di personalità importanti e presenze innovative, luogo di dispute e tensioni religiose che influenzarono l’arte di chi vi soggiornò.

L’esposizione ricrea un viaggio affascinante tra la dolcezza del paesaggio e il ricordo dell’avventura eretica attraverso opere d’arte, dipinti di ufficiale e pubblica devozione e opere frivole e private. Palazzo Sarcinelli ospita, oltre agli affreschi del palazzo realizzati da Riccardo Perucolo, circa trentacinque opere, di cui venticinque in mostra (più oggetti, documenti, libri ed incisioni di Albrecht Dürer) e circa una decina di realizzazioni distribuite tra Conegliano e dintorni. Un itinerario tematico che ha come fulcro Palazzo Sarcinelli, ma coinvolge l’intero territorio in una suggestiva scoperta della Marca trevigiana.

Tra i pittori, oltre a Cima da Conegliano, troviamo Sebastiano Florigerio, Giovanni Antonio de’ Sacchis detto il Pordenone, Pomponio Amalteo, Francesco da Milano e ancora Palma il Vecchio e Riccardo Perucolo.

 

L’allestimento, forse non troppo curato nell’illuminazione, penalizza con dei fastidiosi riflessi splendide opere che, per fortuna, possiamo ammirare di sovente nei nostri luoghi. Magnifica invece la serie di xilografie del Dürer, La Grande Passione e La Piccola Passione, dove le forme tardogotiche si fondono con la costruzione anatomica dei corpi protagonisti, che riconducono alle immagini dell’arte italiana che l’artista aveva potuto ben studiare durante il suo soggiorno veneto.