VISITA AL LABORATORIO DI GIANCARLO MAGRI

Lunedì 17 febbraio 2014

 

 

L’uscita degli Amici della Cultura di lunedì 17 febbraio, è stata davvero particolare perché ci è sembrata una continuazione della visita alla mostra: “La bottega del sacro di Tiburzio Donadon: il maestro e Giancarlo Magri, l’ultimo garzone”.

Siamo andati a Roveredo in Piano (PN), proprio a casa di Giancarlo Magri, uno dei due artisti presenti alla suddetta mostra del Convento di S. Francesco, per visitare il suo laboratorio. Siamo stati accolti dal Maestro in persona, che ci ha accompagnato durante tutto il percorso nel suo “regno” artistico, a cui si accede passando attraverso un angusto e corto corridoio, che ci ha dato subito un’idea di quello che avremmo visto. Lo spazio dove racchiude con orgoglio le sue opere, frutto di tanta passione, bravura ed esperienza, è diviso in stanzette, le cui pareti non hanno più neanche un angolino libero, sono tutte coperte di quadri che riproducono scorci scomparsi o trasformati di Pordenone, Cordenons e dintorni, oppure personaggi e luoghi sacri. Il nostro amichevole “cicerone”, man mano che passava davanti ai dipinti, ci svelava tanti interessanti aneddoti. Nell’ascoltare le sue stimolanti parole, eravamo sinceramente ammirati e meravigliati da tanta varietà di soggetti, tecniche e colori.


 

Nel suo volto, sempre sorridente, si leggeva piacere e soddisfazione nel condividere con noi il frutto delle sue piacevoli fatiche. Stanza dopo stanza, corridoio dopo corridoio, tra libri e oggetti vari, siamo giunti al “cuore” del laboratorio dove, al centro, spiccava un tavolo strapieno di pennelli, colori, vasetti e persino il camice; lì accanto faceva bella mostra di se il cavalletto. Ci siamo letteralmente entusiasmati perché, finalmente, vedevamo con i nostri occhi il luogo dove vengono pensate, create, modificate e perfezionate le opere che hanno abbellito tanti musei, case, edifici pubblici, chiese e che continueranno sicuramente a farlo.

In questa stanzetta abbiamo contemplato anche altri “tesori” artistici, ovvero opere di suoi colleghi e poi amici, che formano una collezione affettiva, di cui Magri va molto fiero. E’ stato il tocco finale: grazie a Giancarlo Magri, nella nostra mente si è maggiormente impresso il fascino dell’arte pittorica, impreziosito dalla sua piacevole e timida presenza e dal pacato, cordiale e competente suono delle sue parole.

 

 

Francesca De Benedet