CAOS APPARENTE

Galleria d’Arte Moderna  e Contemporanea “Pizzinato”

Pordenone

15 ottobre 2013

 

 

La mostra "Caos apparente" è l'occasione per Gianluigi Colin di ritornare a Pordenone, la sua città natale, e creare due nuovi e monumentali lavori realizzati ad hoc per la galleria PARCO.

La mostra è volutamente divisa in due sezioni: la prima, chiamata prologo, ospita alcuni pezzi storici (già presentati alla Biennale di Venezia o al museo IVAM di Valencia) che danno l'idea di quale sia il percorso artistico di Colin: un'indagine sul tempo che parte dall'analisi dell'immagine e della parola.

Apre l'esposizione "I volti del tempo" omaggio dell'artista ad Antonio De Sacchis, il Pordenone, e ai pordenonesi. I volti estrapolati dalle tele del pittore rinascimentale vengono accostati a quelli di amici, conoscenti, oltre a quelli degli affetti più cari; si compone un puzzle di circa ottanta formelle che "sintetizzano" il suo lavoro sul tempo unendo il

passato (sia artistico sia quello degli affetti) e il presente (gli amici e conoscenti).

E sempre sul tempo si basa il lavoro "Presente Storico" (1997-2011), le immagini di cronaca rappresentano i presente e vengono accostate a ciò che è già stato storicizzato, in questo caso i grandi capolavori dell'arte. Il confronto mette in luce, oltre alla profonda capacità comunicativa dell'autore, le inquietanti ricorrenze visive fra capolavori artistici e alcune immagini della contemporaneità.

Interessante è la tecnica che Colin usa nel creare le sue opere: in "Presente Storico" si limita a fotocopiare più volte immagini messe insieme come in un collage, per poi ingrandirle, sovrapporle e ristamparle su di un supporto simile al plexiglas che crea un effetto sgranato, quasi 3D. Per la serie "Mitografie", che troviamo esposte nelle successive sale, si parte sempre da immagini unite ad altre che vengono accartocciate, fotografate e ingrandite fino a ricondurre il supporto materico alla planarità.

Anche qui il lavoro è sul tempo e su cosa sono diventati, nella nostra epoca demitizzata e disillusa, le divinità greche (Venere-bellezza, Marte-guerra, Saturno-potere e Mercurio, qui rappresentato, il denaro). Inoltre la deformazione che immagini e parole subiscono in queste opere corrisponde all'idea che, le stesse, nella comunicazione globale possono subire slittamenti di senso. Colin artista, dunque, gioca sul fatto che parole e immagini non trovano per forza una corrispondenza; l'esatto contrario di quello che fa ogni giorno a lavoro come art director del "Corriere della Sera".

"Il sistema mediatico condiziona le nostre esistenze sommergendoci di informazioni" e "il sistema della immagini entro il quale viviamo ci condiziona, ci isola"

Due frasi che ben introducono il "Caos apparente" che l'artista ha creato appositamente per Pordenone. Le pareti della galleria sono ricoperte da più di trentamila fogli con stampate immagini fotografiche, flash d'agenzia arrivati in un preciso arco di tempo e che qui incombono su di noi provocando le emozioni più disparate.

Purtroppo è idea comune che i media ci bombardano di notizie il più delle volte futili, di cui non ci rimarrà nulla, per tenerci disinformati. Nella semplicità dell'idea di base e nella monumentalità dell'opera troviamo dunque una riflessione sulla percezione del tempo, sui sistemi della comunicazione, sul valore dello sguardo.

Ma tutto questo "frastuono visivo" trova una sua controparte al piano inferiore della galleria. La carta, prima leggera, ora si fa spessa, diventa una mattone di carta pressata... Finito il compito informativo la carta può diventare la base per costruire altro? A noi, secondo le nostre esperienze, la possibilità di decidere la risposta.. Del resto "Le immagini non vedono. Ti sbagli le immagini vedono con gli occhi che le vedono" (Josè Saramago).

 

 

Colin è un grande comunicatore che ben conosce i metodi e i tempi del mondo della comunicazione, di cui fa parte da molti anni. Personalmente aggiungerei che è anche, passatemi il termine, una gran persona: intelligente, gentile e disponibile con le persone, in generale, e con i collaboratori, in particolare, tanto da ringraziarli con un "omaggio" nell'opera i "Volti del tempo".

Non posso concludere senza citare il curatore della mostra: Fulvio Dell'Agnese che noi Amici della Cultura conosciamo e apprezziamo da tempo... Ecco che la parola tempo, così come nel lavoro di Colin, ritorna nel mio racconto..

 

Mara Prizzon