L’arte dell’incisione nel Settecento friulano

Galleria Civica d’arte Celso e Giovanni Costantini

Castions di Zoppola - PN

 

 

L’esposizione, sapientemente curata da Stefano Aloisi ed Elisabetta Borean (che ringraziamo nuovamente per averci guidati all’interno di essa lo scorso Venerdì 14 giugno), è un tripudio di 70 opere, tra incisioni sciolte e per libri illustrati, che documentano quanto fosse stretto il rapporto nel Settecento tra gli artisti Friulani ed i vedutisti

Veneziani, quest’ ultimi anche ben ispirati da temi friulani, come testimoniano le bellissime vedute delle città di Udine e Gemona presenti nella prima sala in mostra. Lungo il percorso espositivo si capisce come l’arte dell’incisione friulana di maestri quali Luca Carlevariis, Francesco del Pedro e Giacomo Leonardis, si mescola a quella di valenti autori veneti come Andrea e Francesco Zucchi, Domenico Cagnoni e Antonio Baratti. Un posto speciale lo riserviamo ad una pordenonese, Felicita Sartori, valente artista e all’epoca tra le poche donne presenti nel campo dell’incisione. Allieva di Rosalba Carriera, una delle più grandi artiste di tutti i tempi, seguì la maestra veneziana nell’arte del pastello (ricordiamo il Ritratto di Felicita Sartori di Rosalba Carriera datato 1735 circa, ed esposto alla Galleria degli Uffizi di Firenze), diventando la sua collaboratrice più stretta. Nel 1741 Felicita venne chiamata da Augusto III di Sassonia a Dresda e li rimase diventando artista di corte. 

 

 

Tornando alle nostre incisioni settecentesche spiccano ritratti di cardinali, uomini d’arme, eruditi ed artisti (tra cui il Pordenone, Giovanni da Udine e Sebastiano Bombelli), spettacolari immagini che ritraggono le 14 stazioni della via crucis e celebri dipinti di grandi artisti quali Rubens, Tiepolo, Pomponio Amalteo e Nicola Grassi tradotti in acqueforti.  Inoltre colgono di sorpresa il visitatore due rari Thesenblatter, ossia delle tesi a stampa editate ad Udine, che testimoniano la diffusione nella nostra regione di questo genere incisorio che tanta fortuna ottenne in area tedesca e di cui, ammetto la mia mancanza, non ero mai stata a conoscenza.

Sede d’eccezione per la mostra la Galleria Civica d’arte Celso e Giovanni Costantini di Castions di Zoppola, casa natale del Cardinale Celso e del fratello Arcivescovo Giovanni Costantini, costruita originariamente dal padre, impresario edile, e da pochi anni ampliata, saggiamente ristrutturata ed acquistata dal Comune per farne un centro espositivo e culturale. 

La mostra, a mio avviso imperdibile, è visitabile con ingresso libero fino al 28 luglio 2013.

 

Loredana Schembri