15 Maggio 2013 

A Padova per De’Nittis e Bembo

 

 

Padova accoglie i sette Amici della Cultura in una delle sue giornate più belle; clima perfetto, in una città attanagliata altre volte dall’umidità e dal traffico caotico.

Prima tappa alla Galleria Zabarella per la visita alla mostra delle opere di Giuseppe De’Nittis; brillante artista di successo, nato a Barletta, amato dalla critica e ambito dal collezionismo internazionale; paesaggista raffinato, unico nel tradurre gli effetti e i contrasti di luce sia del suo paese natale, la Puglia, come dei cieli di Francia o le nebbie di Londra.

All’uscita dalla mostra, i commenti esprimono la gioia di aver partecipato all’evento e, vista l’ora, anche un leggero desiderio di cibo. Ed ecco, proprio all’angolo tra

il sito della Galleria e una delle vie del centro, che più centro non si può, il “Vecchia Padova”: grande, accogliente, profumato di buona cucina e già occupato da alcune persone che rendono omaggio alla denominazione del luogo. Inoltre, mai visto prima in nessun self service, un cameriere si occupa di portare personalmente al tavolo prescelto i vassoi degli avventori; commento malizioso, ma solo per strappare un sorriso: vista l’età dei clienti, è meglio evitare di far loro portare il vassoio con le pietanze, per evitare tremolii e rovesciamenti sul pavimento, con conseguenze anche spiacevoli…Vecchia Padova, insomma, anche negli accessori!

Dopo il pranzo, pausa caffè nelle piazze, al Caffè Margherita, immersi nella pigra atmosfera del dopo-mercato che solo le città venete sanno regalare e poi via, al Monte di Pietà, per incontrare Pietro Bembo e l’invenzione del Rinascimento.

La storia del nostro Paese non smette mai di stupirci: nei testi scolastici abbiamo sempre incontrato questo personaggio, letterato coltissimo, perfettamente integrato nella società bene del suo tempo; ma qui scopriamo tutta la sua importanza in molteplici settori della cultura, della politica, della civiltà della sua epoca e del futuro che da questa muove i suoi passi. Emerge l’importanza della città, di questa Padova che ha nel suo DNA la cultura nel senso più ampio e nobile del termine, ieri oggi e, speriamo, sempre. La visita alla mostra, guidata attraverso l’audio guida dal suo curatore, con profonda e colta semplicità, ci fa riflettere sul nostro tempo, così sconvolto e confuso e ci fa capire quello che dovrebbe essere chiaro a tutti, abitanti di questo Paese sfavillante di esempi, che la cultura è bellezza, che la bellezza è di tutti e per tutti… che la pace è il mezzo e il fine.

Emozionati da quello che in ciascuno degli Amici della Cultura è emerso durante la visita, secondo sfaccettature proprie ad ognuno, il gruppetto prende la via del ritorno, passando da uno dei punti tradizionali e gustosi di Padova, la gelateria Sommariva…e qui la delusione coglie impreparati: la mitica gelateria è chiusa, ha lasciato il posto a un qualcosa che nessuno si prende la briga di guardare. La delusione momentanea però è subito addolcita dall’esposizione colorata di altre vaschette di gelato, da un’altra parte, e così tutto ritorna a posto. Chiusura Sommariva archiviata… però, in chi aveva apprezzato questo posto anni prima, si insinua un velo di malinconia per una delle mille e mille cose ormai perdute.

La giornata, che continua a regalare un clima dolce, nel soffice colore delle ore pomeridiane, volge al termine; un treno, puntuale, riporta a casa i “magnifici Sette”, resi ancora più magnifici da quello che hanno visto, ammirato, scoperto e ancora una volta premiati dalla propria curiosità.

Prossimo appuntamento: 28 maggio a Venezia, altro sublime regalo della nostra splendida terra.

 

Renata Savoini