PALAZZO PATRIARCALE

GALLERIE DEL TIEPOLO

UDINE 

Martedì 26 marzo 2013 

 

 

A completamento della mostra Tiepolo. Dal vecchio e nuovo mondo, visitata la scorsa settimana a Villa Manin, gli Amici della Cultura sono stati a Udine per vedere le opere del grande pittore settecentesco. 

Accompagnati dalla dott.ssa Sandra Guatto, ormai punto di riferimento per le visite degli Amici in regione, il percorso ha avuto inizio presso l’Oratorio della Purità, collocato sul lato sud del Duomo. L’edificio, trasformato nel 1760 da Teatro a luogo sacro per volere del Patriarca Daniele Delfino, da noi meglio conosciuto con il nome di Dolfin, è composto da due piani: in quello sottostante venne realizzata la chiesetta tuttora visitabile, mentre la parte superiore fu destinata a oratorio, a cui potevano accedere solo le fanciulle che vivevano nei pressi del Duomo e che si distinguevano per una condotta esemplare, pura come indica il nome stesso. 

Le decorazioni interne, affidate a Giambattista Tiepolo ed al figlio Giandomenico, sono il frutto di un lavoro accurato e prezioso che culminò nella realizzazione di una celestiale “Immacolata” nella pala dell’altare maggiore, e in una sublime “Assunta” posta al centro del soffitto e circondata da una “Gloria di Angeli”. Giandomenico, a completamento dell’opera del padre, dipinse invece le pareti a chiaroscuro, servendosi di un colore grigio su un lucentissimo fondo oro, realizzando così  episodi tratti dalla Bibbia e degni veramente di nota. 

 

Il “percorso tiepolesco”, proseguendo all’interno del Duomo dedicato a Santa Maria Maggiore, si muove in uno splendido scenario che vede all’esterno un edificio dagli originali canoni architettonici trecenteschi, mentre all’interno, dopo un succedersi di modifiche nel corso di vari secoli, domina tuttora un’impronta barocca che lascia a bocca aperta anche il più “disinteressato” visitatore. 

 

 

La Cappella al centro del nostro interesse è stata ovviamente quella del Santissimo Sacramento, che Tiepolo decorò ad affreschi monocromi nel 1726. Il grande pittore veneziano raffigurò il Sacrificio di Isacco sulla sinistra e l’Apparizione dell’Angelo ad Abramo sulla destra, mentre in alto sono visibili degli splendidi Angeli Cantori ripresi di scorcio, uno dei quali, arricchito di un paio di ali in gesso dipinto, sembra stia planando sul visitatore attonito da tanta bellezza. La piccola pala al centro della Cappella raffigura una Risurrezione così luminosa da far risplendere anche quella cupa ma bellissima Cacciata dei mercati dal Tempio di Pomponio Amalteo, posizionata sul lato sinistro dell’ingresso in cappella, cinquecentesca opera da identificarsi con le antiche portelle dell’organo settentrionale dello stesso Duomo. 

 

 

Il nostro itinerario sulle tracce del Tiepolo prosegue a Palazzo Patriarcale, dove dal 1995 ha sede il Museo Diocesano e Gallerie del Tiepolo, storico Palazzo arcivescovile un tempo prestigiosa dimora dei Patriarchi d’Aquileia. La costruzione dell’edificio iniziata alla fine del XV secolo, si concluse solo nel XVIII secolo con i significativi ampliamenti voluti da Dionisio Dolfin e attuati dall’architetto Domenico Rossi. L’interno del palazzo è uno stupefacente tributo alla grazia del colore e alla sapienza scenografica di Giambattista Tiepolo: dall’ampio scalone d’onore con l’affresco raffigurante La caduta degli angeli ribelli si passa al Giudizio di Re Salomone nella sala rossa, fino ad arrivare alla Galleria degli ospiti, dove si rivivono i momenti più significativi della vita artistica del pittore veneziano nell’apoteosi degli affreschi del Sacrificio di Isacco, di  Abramo e gli angeli e di Rachele che nasconde gli idoli, dove al centro del capolavoro sorprende lo stesso autoritratto del Tiepolo, punto di partenza dell’esauriente percorso espositivo di Villa Manin. 

 

Loredana Schembri