Museo di Arte Moderna e Contemporanea

“Casa Cavazzini”

Udine 

Entro, seppur di fretta perché in ritardo, e nemmeno mi accorgo della cassa!

Non è un buon inizio. Poi però vengo attratta dal bozzetto della cancellata delle Fosse Ardeatine e dalle strane poltroncine, sedie e divani che vedo in fondo. Raggiungo il mio gruppo e si parte. Dopo un’introduzione sulla casa, saliamo al primo piano dove mi rendo conto di aver già visto queste opere, ma ora mi sembrano diverse: hanno più spazio e si vedono meglio. Passo dalla sala del Realismo, a quella del Simbolismo e del Secessionismo. Poi le statue, con Mascherin e Viani. La novità sono gli affreschi: affreschi trecenteschi con figure mostruose, ritrovati durante i lavori di restauro della casa. Proseguo con Mirko, Dino e Afro Basaldella e poi attraverso un passaggio entro in quello che era l’appartamento privato di Dante Cavazzini. Appartamento che avevo visto diversi anni fa e che, come allora, mi stupisce. Cavazzini, un commerciante di stoffe, emiliano ma trasferito a Udine, acquistato questo palazzo, lo aveva poi fatto restaurare dall’architetto Ermes Midena che aveva voluto con sé i giovani  Afro e Mirko Basaldella  e Corrado Cagli nella decorazione. L’appartamento, di sicuro all’avanguardia

per quegli anni, presenta infatti i decori e gli arredi originali, fatti su misura e perfettamente integrati nello spazio. Colpiscono alcuni elementi come gli attrezzi ginnici e l’asciugatrice in bagno, la cucina e la sala da pranzo affrescata. 

Non so dire per quale motivo, forse solo perché la volta precedente la visita era stata una cosa eccezionale, per un ristretto gruppo di persone, ma mi sembra che si sia persa l’intimità di questa casa. E’ stato musealizzato e reso visibile a tutti qualcosa che era assolutamente privato, intimo e familiare. Durante la mia prima visita mi veniva quasi voglia di chiedere “permesso” prima di entrare, ora invece basta pagare il biglietto.

La malinconia mi passa però non appena riconosco al secondo piano alcune opere della Collezione Astaldi; appena entrati veniamo accolti da una bellissima gigantografia di Maria Luisa Astaldi che con il marito Sante ha raccolto tanti capolavori dell’arte italiana del Novecento tra cui Giorgio de Chirico e Alberto Savinio, De Pisis, Carrà, Campigli, Sironi, Santomaso, Martini, Severini e Morandi e che poi ha donato al Comune di Udine nel 1983.

Sullo stesso piano è esposta anche la Collezione FRIAM con opere donate da artisti americani come segno di vicinanza al Friuli nel 1976 dopo il terremoto. Tra questi ricordiamo Willem De Kooning, amico personale di Afro.

Il percorso espositivo è arricchito dall’esposizione temporanea “Le collezioni Moroso fra design e arti visive”. In occasione dei sessantanni di attività della ditta Moroso sono esposti prototipi, varianti e variazioni, ibridi ed errori per illustrare il percorso di questa azienda friulana leader del design internazionale. 

 

Mariateresa Zanchettin