BERGONZONI E MACERIAPRIMA

Buongiorno a tutti voi sono Mara, una nuova iscritta all’Associazione Amici della Cultura . Per prima cosa devo ringraziarvi, siete delle persone stupende, mi avete fatto sentire non una nuova entrata ma una socia da sempre, e questo è molto bello da parte vostra.

Il 9 marzo 2012 ci siamo recati presso la Galleria d’Atre Moderna e Contemporanea di Pordenone per vedere la mostra di Alessandro Bergonzoni, se non sbaglio noi pordenonesi siamo stati privilegiati in quanto si tratta della prima esposizione dell’artista ospitata in uno spazio museale italiano. La mostra, dedicata ai diversi tipi di linguaggio artistico che Bergonzoni con la sua bravura ha saputo coniugare, è intitolata MACERIAPRIMA. La nostra bravissima guida, la dott.ssa Mara Prizzon, ci ha spiegato che queste opere sono state realizzate con materiale di scarto, riciclato o addirittura materie complementari, come ad esempio la carta usata dagli operai stessi per pulirsi le mani e da cui sono nati quadri di angeli di singolare particolarità. Alle pareti erano appese delle piccole scatole che ti invitavano ad essere aperte per curiosare: all’interno c’erano scritte e disegni, naturalmente in tanti le abbiamo aperte per guardare dentro. In una saletta erano invece posizionate due vecchie incubatrici, recuperate da un ospedale, con all’interno due quaderni uno con dei disegni l’altro con delle scritte. Chi voleva curiosare il contenuto poteva sfogliare le pagine infilando la mani in due oblò e così avere un impatto tattile sull’opera, e proprio questo è quello che vuole l’artista, che tutti possano toccare le sue opere. Non bisogna inoltre dimenticare le sculture realizzate sempre con materie di scarto quale ad esempio pezzi di asfalto dipinto, recuperato durante il rifacimento di un manto stradale. In un'altra sala ci ha accolto una divinità, Frantun, ossia una statua realizzata non da Bergonzoni ma acquistata da lui e rottasi durante il trasporto, opera che è stata fatta rivivere dall’artista ponendola in una teca ed affiancandola a sfere di acciaio di varie dimensioni che rappresentano dei piccoli mondi. Passando invece ai suoi quadri, personalmente molto belli, posso dire che mi ha colpita “Il bacio di confine”.

Che dire: Bergonzoni spaziando dalla radio, al comico, al teatro, all’arte moderna, con cosa ci sorprenderà in seguito? Per ora posso dire che la mia interpretazione è quella di aver ammirato un puzzle di tutte le sue passioni. In definitiva la mostra mi è piaciuta molto, ho visto e apprezzato cose nuove e sono stata bene con voi! Ciao a tutti e alla prossima.

 

Mara Parisini