Visita a Spilimbergo

 

L’8 novembre ci siamo ritrovati “al solito posto” per andare a conoscere una piccola perla del nostro territorio (territorio che spesso tralasciamo perché “tanto è qui vicino”…): si tratta di Spilimbergo, vivace paese pieno di storia e tradizioni situato sulla piana friulana, alla destra del Tagliamento, le cui origini storiche si hanno con certezza a partire dall’XI sec. d.c.

Prima tappa del nostro percorso era la Scuola di Mosaico, dove abbiamo incontrato la dott.ssa Goatto che ci ha accompagnato per tutto il giorno. L’impatto è stato emozionante perché entrando nella Scuola si ha la sensazione di essere in un museo vivente. Ogni corridoio, ogni aula, perfino il giardino ed i bagni sono arricchiti di vere e proprie opere d’arte, finite o in via di conclusione, dove le mille pietruzze colorate creano effetti di luce e di colore di grandissimo impatto visivo e suggestivo. La tradizione musiva di Spilimbergo è antichissima e nasce proprio dal fatto che, in questa zona, il terreno permeabile è attorniato da torrenti ghiaiosi, varietà di sassi e pietruzze molto diversi per forma, natura, materiale e soprattutto colore. Oggi è difficile trovare allievi e insegnanti aggirarsi a capo chino sui greti alla ricerca del ciottolo giusto da aprire con un colpo secco di martelletto (ovviamente ci sono anche le pietre artificiali), però per anni questo era lo scenario a cui si assisteva se si girava per le grave.

La scuola nasce nel 1922, nel tentativo di insegnare un mestiere a tanti giovani costretti altrimenti a migrare. Inaspettatamente nel giro di pochi anni l’Istituto si impone a livello internazionale, per assumere poi l’importanza mondiale che lo identifica ancor oggi. Sotto la guida di insegnanti particolarmente qualificati, molti giovani si appassionano al mosaico arrivando da tutto il mondo per poter  essere ammessi alla Scuola del Mosaico di Spilimbergo il cui corso completo è della durata di un triennio. Aeroporti, stazioni, residenze pubbliche e private, chiese di ogni religione e perché no, alberghi di tutto il mondo, ospitano opere provenienti dalla Scuola di Spilimbergo.

 

La sinergia di gruppo, oltre all’intervento di architetti, designer e artisti, permette la realizzazione di opere di formati anche particolarmente grandi. Si va dalla tradizione musiva romana e bizantina alle più innovative tendenze dell’arte moderna e contemporanea, con paesaggi, ritratti, astrattismo e arte figurativa.

In punta di piedi siamo così entrati nei vari laboratori, dove i ragazzi con estrema concentrazione ed infinita pazienza certosina realizzavano opere precedentemente studiate. Migliaia di tessere di infiniti colori e inimmaginabili sfumature erano ordinate in bella mostra aspettando di essere usate, dando così vita a incredibili prodigi musivi.

Abbiamo inoltre saputo che durante il mese di agosto l’istituto viene aperto al pubblico per permettere una visita della Scuola e così tutti ci siamo ripromessi di tornare con parenti e amici per poter nuovamente ammirare questi capolavori.

La nostra visita alla scoperta di Spilimbergo è poi continuata con una breve passeggiata lungo corso Roma, nel centro storico, dove si concentrano dei magnifici esempi architettonici. Attraversata la Torre orientale il colpo d’occhio è emozionante: sulla piazza del Duomo si affacciano il Palazzo del Dazio, la Loggia del Palazzo della Macia (unità di misura usata negli scambi commerciali il cui segno è ancora ben visibile su una colonna del portico), la Casa Dipinta con vivaci affreschi del XVI sec., la splendida facciata settentrionale del Duomo e poco più avanti un grande ponte con fossato sul quale si intravede l’antico Castello e la sua corte.

Attraversato il ponte ci si immerge inevitabilmente in un’atmosfera remotissima, sembra di essere quasi i protagonisti di un quadro che ritrae dimore principesche.

L’impatto con il “Castrum de Spengenberg” (famiglia di nobili carinziani di cui si ha notizia a partire dal 1120), con il Palazzo Tadea, con il Palazzo Dipinto riccamente decorato con scenografici affreschi attribuiti al Bellunello, e con le mura ormai verdeggianti che si affacciano in parte sul greto del Tagliamento e in parte sulle abitazioni, lascia a bocca aperta tanta è l’armonia del dispiegarsi dei diversi stili che vanno dal romanico al gotico al rinascimentale.

 

 

Menzione ulteriore merita il Duomo, iniziato intorno al 1284 per volere del nobile Waterpertoldo e dedicato a Santa Maria Maggiore, splendido esempio di arte romanico-gotica in Friuli Venezia Giulia: in particolar modo la facciata settentrionale, elegante ed elaborata, era la porta da dove entravano i nobili. Questo portale in pietra, opera di Zenone da Campione, reca firma e data del 1376 su una piastrella,  e si erge con una copertura a tre volte su cui si trovano un affresco di San Cristoforo e diversi stemmi delle varie casate, segno della storia della comunità  e del potere.

L’ingresso principale, poco usato, risulta invece più sobrio ma comunque altrettanto ricco ed elaborato, colpiscono sulla facciata sette rosoni (unicum nella regione) che alleggeriscono ed abbelliscono l’insieme.

L’interno, ricco di opere d’arte, incanta nell’abside centrale, dove spiccano affrescate scene del Vecchio e Nuovo Testamento ( rinvenute casualmente nel 1900) ad opera della scuola di Vitale da Bologna i cui cartoni, usati per la realizzazione, sono sicuramente gli stessi del Duomo di Udine (es. palese in “Susanna e i Vecchioni”). Tra le due finestre dell’Altare Maggiore colpisce per la drammaticità una croce lignea, mentre nelle varie cappelle troneggiano opere del Pordenone, di Palma il Giovane, del Martini e del Pilacorte, ed infine un maestoso organo in stile rinascimentale offre dei cassoni riccamente decorati da artigiani locali con portelle finemente dipinte da Antonio de Sacchis.

Il rintocco delle campane del Mezzodì iniziano a stimolare altri interessi…. e così si finisce tutti al Bacaro, trattoria storica di Spilimbergo, dove baccalà trippa e polenta fanno da padroni! Che mangiata indimenticabile, ancora una volta l’uscita fuori porta ha avuto un successone: grazie a tutti e alla prossima!!!!

 

 

Anna Saccon