VISITA ALLA BASE AEREA DI RIVOLTO : ANCHE QUESTA E’ CULTURA!

Il viso contro il sole. Sono le nove del mattino, ma fa caldo e i raggi bruciano la pelle.

L’ufficiale che ci accompagna è proprio bravo; ci aiuta nell’attesa mentre in lontananza un camion-scopa ripulisce ogni traccia di polvere dalla pista.

Telecamere pronte, occhi puntati …. PARTITI !

 

Prima 4 e poi 5 ( uno manca perché sta partecipando ad un corso di addestramento ).

Sfrecciando tutti insieme iniziano il loro “lavoro”: allineamento perfetto, traiettorie eleganti e sicure come un lucido pensiero del mattino.

Ordine e compostezza, come una docile foglia di platano al guinzaglio di un’aria leggera e poi … giù: rumore, potenza, scie bianche che il sole arrossa in controluce.

Nel silenzio improvviso e inatteso passa il solista, pipistrello acrobatico a caccia di farfalle sopra l’erba; poi scompare.
Eccoli ritornano, allineati e perfetti; salgono in verticale per far esplodere … la “bomba”.

Disordine, aerei dappertutto; ci passano sopra le teste da ogni direzione, come uno stormo di gabbiani affamati in frenesia alimentare.

Nell’aria si diffonde l’odore acre del carburante; sembra la benzina agricola del trattore di mio nonno: che fosse anche lui delle Frecce tricolori?

Da terra il Comandante non è soddisfatto e fa ripetere alcune “figure”:  meglio per noi, ma ci sembravano perfette.  Atterraggio in parata e applausi !

Nel fresco di un hangar l’ufficiale ci racconta la “storia delle Frecce tricolori”, ci spiega il percorso professionale che porta a selezionare “10 speciali persone normali”  per fare cose che pochi ”pazzi” al mondo sanno fare.

Andiamo a vedere la “macchina”: da vicino è proprio piccola, un giocattolo.
Ricorda una minuta ballerina senza l’abito di scena; se non l’hai vista all’opera è difficile immaginare che, al cenno del Maestro,  possa trasformarsi in una stella.

Sul prato i lemming vegliano sul sonno delle “vecchie glorie” .

Alla prossima manifestazione guarderò le FRECCE TRICOLORI con occhi diversi.

Giorgio Forese