APPUNTAMENTO PER I SOCI

Visita alla

“Cappella degli Scrovegni”

Padova

Lunedì 30 maggio partenza ore 7.45

 

 

 

Sette secoli fa, nell'anno del primo Giubileo (1300), fu posta la prima pietra della Cappella che Enrico Scrovegni, ricco banchiere e uomo d'affari padovano, aveva fatto erigere a completamento del palazzo.  Per adornare l'edificio, destinato ad accogliere lui stesso e i suoi discendenti dopo la morte, Enrico chiamò due tra i più grandi artisti del tempo: a Giovanni Pisano commissionò 3 statue d'altare in marmo raffiguranti la Madonna con Bambino tra due diaconi, a Giotto la decorazione

pittorica della superficie muraria. Giotto era un artista già celebre: a lui venne affidato il compito di raffigurare una sequenza di storie tratte dal Vecchio e dal Nuovo Testamento che culminavano nella morte e resurrezione del Figlio di Dio e nel Giudizio Universale, allo scopo di sollecitare chi entrava nella Cappella a rimeditare sul suo sacrificio per la salvezza dell'umanità.  Egli immaginò una struttura architettonica in finti marmi dipinti che sorregge la volta dall'aspetto di cielo stellato e i riquadri con le storie della Vergine e di Cristo.

 

L'opera fu ultimata in tempi molto brevi tanto che nel 1305, dopo 2 soli anni di lavoro, la Cappella era tutta decorata e veniva consacrata per la seconda volta.

La Cappella, intitolata a Santa Maria della Carità, costituisce uno dei massimi capolavori dell'arte occidentale. Il ciclo pittorico della Cappella è sviluppato in tre temi principali: gli episodi della vita di Gioacchino e Anna (riquadri 1-6), gli episodi della vita di Maria (riquadri 7-13) e gli episodi della vita e morte di Cristo. In basso a questi affreschi, una serie di riquadri illustra le allegorie dei Vizi e delle Virtù. La Cappella degli Scrovegni, capolavoro della pittura del Trecento italiano ed europeo, è considerato il ciclo più completo di affreschi realizzato dal grande maestro toscano nella sua maturità. Colore e luce, poesia e pathos. L'uomo e Dio. Il senso della natura e della storia, il senso di umanità e di fede fusi assieme per narrare in un modo unico, irripetibile le storie della Madonna e di Cristo.