KAITAG ARTE PER LA VITA

Lunedì 10 gennaio 2011 ore 17.00

 

Sessantacinque esemplari di tessuti ricamati in seta prodotti nel Daghestan (Caucaso nord-orientale), provenienti da collezioni europee, molti dei quali del tutto inediti: mostra interessantissima, una delle più belle che ho visto e per quanto mi riguarda nessun’altra mi ha preso interiormente ed emotivamente come questa. Per gli stati d’animo che ho provato, un’ altro titolo appropriato avrebbe potuto essere “Il continuo avvicendarsi della vita”. Sarà perché io credo nel fatto che il corpo muore ma l’anima è immortale e rivive in altri corpi scelti o no da noi stessi (è un tema troppo profondo, lungo e particolare da affrontare in questa mia breve esposizione), ma la sensazione che ho provato fin dal primo sguardo, al primo manufatto (tutti databili dal XVII al XIX secolo), è stata quella di sentirmi attirare prima in un vortice e poi entrare ed uscire continuamente in un cerchio, proprio come raffigurato nelle opere in mostra: nascita, vita, morte del corpo e poi l’anima che entra in un altro corpo, vive per poi morire e rivivere in un altro e sempre così di seguito. Ciò che mi accompagnava in tutto questo viaggio continuo era un misto di pace, serenità, felicità, tranquillità, gioia, rilassamento, ma la cosa positiva è che questo stato di benessere si è protratto per il resto della serata e dei giorni seguenti.

In realtà devo dare molto merito al dott. Carlo Scaramuzza per la conoscenza, capacità ed intensità di esposizione durante tutto il percorso della mostra, perché sicuramente, sì io ero mentalmente e psicologicamente predisposta (a seguito di eventi particolari della mia vita) ma le sue parole hanno fatto breccia facendo scattare in me quel meccanismo sopradescritto.

Grazie a tutti coloro che hanno contribuito alla nascita e realizzazione di questo “inno alla Vita” e grazie agli Amici della Cultura di Pordenone che per noi soci organizzano di continuo visite a mostre sempre piacevoli, interessanti e accattivanti.

 

Nuccia Schembri