10 aprile 2010 mostra “Cima da Conegliano”. Uscita culturale – e non solo – a Conegliano Veneto

Una ventina di Amici della Cultura, assieme ad alcuni “amici degli Amici”, hanno preso il treno per Conegliano in una bella mattina di aprile .

Il clima era quello di una classe in gita scolastica; nulla di strano, visto che alcuni Amici sono anche studenti dell’UTEA di Cordenons!

Partenza h8.44 – arrivo a Conegliano alle h9.05. Più comodo di così…

In una manciata di passi, la comitiva ha raggiunto un caffè, per il primo ristoro della giornata. Ci fossero state due ordinazioni uguali…! Povero barista, già esausto dopo i primi clienti della mattina!

Il programma prevedeva: visita alla casa di Cima (30’circa) e visita alla mostra “Cima da Conegliano” a palazzo Sarcinelli (circa 1 ora), tutto in mattinata.

La visita alla casa di Cima, che si trova all’inizio della salita al Castello, è stata guidata da una gentile ed affabile signora di Conegliano, che ha saputo trasmetterci il fascino e il valore dell’autentica antica dimora del Maestro. Da segnalare, in particolare, all’ultimo piano, l’esposizione di delicati ricami di ottima fattura, eseguiti da un gruppo di signore appassionate, che hanno tratto i loro modelli da particolari presenti nelle opere del Maestro. Da non perdere!

Dopo l’incanto dei merletti, breve discesa fino a Palazzo Sarcinelli, dove Elia –nostra guida- ci attendeva per accompagnarci alla scoperta di Cima. Quasi quaranta opere del maestro, provenienti da musei di tutto il mondo, vogliono essere un omaggio della terra dove egli è nato e che lo ha sempre profond amente ispirato.

“CimadaConegliano.Poeta del paesaggio” è il titolo della mostra; ma non solo paesaggi, anche tante madonne, tanti piccoli Gesù, ritratti sicuramente dal reale (il Maestro ebbe otto figli): pittura di qualità elevatissima, di tecnica precisa e di raffinati colori. Lavori grandi, come le pale d’altare, e piccole opere, a carattere sacro e mitologico, impreziositi dai dettagli del paesaggio, della natura e dei soggetti raffigurati.  Curato ed elegante, anche nei colori scelti per le pareti che fanno da sfondo alle opere, l’allestimento della mostra, a completare ed esaltare i lavori del Maestro.

All’uscita di Palazzo Sarcinelli, i commenti erano superlativi; l’aspetto culturale della visita a Conegliano era pienamente soddisfatto.

Solita manciata di passi, con qualche occhio alle vetrine dei negozi che iniziavano a proporre la leggerezza della primavera e…tutti seduti al Garage; no, non ci siamo imbucati in una polverosa autorimessa, con gli odori da officina, ma siamo penetrati in un luminosissimo e fresco locale, pronti per il pranzo, che tutti hanno gradito ed apprezzato (la cultura, si sa, stimola…)

Nel pomeriggio, il colore della luce cambia e induce a movimenti tranquilli e un po’sonnolenti; niente di meglio che affrontare (con calma, a piccoli gruppi) la salita al Castello, con pause di…respirazione e scambi sorridenti di opinioni. Qualcuno ha fatto finta di aver trovato un posto dove offrivano “a gratis” soppressa e prosecco, ma la bufala era troppo vistosa! Il paesaggio veneto non ha affascinato solo Cima con i suoi colori e la sua atmosfera, ma anche gli Amici del gruppo, spingendoli verso…le panchine all’ombra del parco del Castello. A meditare (sulla dolcezza del paesaggio, appunto!)

Dopo un tempo conveniente, si è presa la via del ritorno; le opere d’arte sono come le ciliegie, una tira l’altra, ed altri capolavori ci attendevano in città. Il monastero di San Francesco, con il suo chiostro silenzioso, il Duomo, con un inarrivabile Cima all’altar maggiore (a proposito, il nome Cima deriva da Cimatore, mestiere esercitato nella famiglia dell’Artista e legato alla produzione del filato di lana, attività tipica della zona, all’epoca, così come della vicina Vittorio Veneto). Ultima visita, gli affreschi della Scuola dei Battuti, completamente decorata nel corso del ‘500 da artisti veneti.

A questo punto, verso le 17.00 era quasi l’ora di ritornare a casa, la giornata era trascorsa come previsto, forse anche meglio! Aveva arricchito tutti con le immagini, i colori, le sensazioni di un artista forse poco conosciuto dai più, ma sicuramente un grandissimo artista. E con la gioia di scoprire o riscoprire vicino a casa (30 Km) paesaggi ed atmosfere che spesso attribuiamo a siti lontani ed esotici.

Il gruppo di Amici, via via assottigliato per impegni di ognuno, ha avuto momenti di simpatica comunicazione e convivialità, e c’è da scommettere che parteciperà, assieme ad altri amici e ad amici degli Amici, ad altre uscite, che coniugano la cultura con il piacere di trovarsi, di conoscersi, di assaporare e di condividere sensazioni autentiche… e di brindare davanti ad un piatto preparato con cura.

Chissà, si è sentito accennare ad un’uscita in quel di Bassano, ad un certo Jacopo Da Ponte, segnalato dallo stesso Tiepolo come “… un miracolo della pittura…”. E’ un’idea vincente, dopo Giorgione a Castelfranco, dopo Cima da Conegliano, andare a “respirare” Jacopo nella sua Bassano.

… Tenetevi in contatto…!!

Renata Savoini