Caravaggio

Scuderie del Quirinale

ROMA 3 – 5 giugno 2010


A Roma, scuderie del Quirinale, mostra dedicata a Caravaggio: è l’obiettivo principe del nostro viaggio.

Il 3 giugno 2010, alle prime luci del giorno, partiamo per Roma, in corriera; questo ci riporta ai tempi della scuola: siamo un gruppo (Amici della Cultura + Utea di Cordenons) di 26 “ragazzi in viaggio di istruzione”.

Il clima non è proprio estivo, ma per viaggiare va bene così. Dopo un paio di pit-stop, eccoci a Tivoli: Villa d’Este e Villa Adriana ci accolgono con la loro storia maestosa. Giardini, giochi d’acqua, stanze affrescate, spazi punteggiati da alberi secolari, resti di antiche imperiali costruzioni: visioni che tolgono il respiro per la meraviglia e l’orgoglio.

Pioviggina un poco: l’hôtel prenotato viene raggiunto con qualche manovra tra il traffico. Le stanze sono accoglienti, ovunque moquette che ammorbidisce i passi e invita al silenzio.

Dopo la cena…si esce? Nessuno risponde, il pensiero va già al cuscino. Domani…

Venerdì 4 giugno: splendido sole su Roma, rasserenata dopo la pioggia del giorno prima. Un “giretto” per la città? Ma sì, andiamo a piedi! Piazza san Pietro, Castel Santangelo, Piazza Farnese, Campo de’ Fiori, Pantheon, Quirinale…detto così, sembra poco; provate a chiederlo ai nostri fedeli piedi! La nostra guida – sempre lui!- è inflessibile, ci dà tempi stretti, ma ci chiede tutto con il sorriso: noi lo amiamo anche per questo.

La nostra visita alla mostra delle opere di Caravaggio è prenotata. Per fortuna: gli altri visitatori sono in fila da ore e non si vede la fine della coda. Entriamo all’ora esatta: immediatamente ogni stanchezza è dimenticata, nel continuo susseguirsi di emozioni davanti ai capolavori. Luce, ombra, visi, gesti indimenticabili, momenti di vita che sembrano uscire dai quadri, storie , nature morte, sacro e profano, amore e morte, tutta la gamma dei sentimenti umani. I personaggi ti guardano dritto negli occhi, vanno anche più in fondo, alcuni sembrano prendersi gioco di chi sta ammirando il quadro, la luce e l’ombra in cui sono stati ritratti avvolgono e rapiscono lo spettatore, lo fanno entrare nel gioco o nella tragedia che si sta consumando nel dipinto. Impareggiabile la nostra guida alla mostra, deliziosa e innamorata giovane signora romana, che ha completato quanto visto alle scuderie con la visita di alcune chiese (san Luigi de’Francesi, tra l’altro), dove si possono ammirare altri capolavori di Caravaggio; tutto ciò, passando per Fontana di Trevi, Piazza di Spagna, Piazza Navona…e non può mancare un saluto a Pasquino, con foto ricordo!

Il rientro all’hôtel è silenzioso, per la pienezza della giornata e l’intimo godimento di quanto visto durante la visita alla città e ai suoi infiniti capolavori. Un friccico ner còre..

Ma il gruppo, ben affiatato, riprende la sua rumorosa allegria davanti alle bruschette e alle carote all’agrodolce (ma non sembravano peperoni?), oltre al resto delle portate del ristorante tipico dove è stata servita la cena.

Dopo una giornata così, solo la forza di raggiungere la propria stanza d’albergo!

Sabato 5 Giugno: ad un’ora clemente, partenza per Viterbo, sulla via del ritorno. Sutri, Vetralla, la verde Tuscia: quante genti hanno percorso e vissuto questa stessa strada, prima di noi. Viterbo, legata alla storia del papato, con architetture medievali in bilico tra la potenza rude della pietra e il merletto; la città antica percorsa da strette vie incorniciate da scalette, archi e finestre fiorite. Le nostre macchine fotografiche diventano incandescenti.

Tutti a pranzo, trattoria storica all’incrocio tra via della Bontà e via delle Belle (foto ricordo, quando mai ci ricapita?). Il pranzo ha dato qualche scossone, non solo psicologico, ai progetti di dieta di qualcuno/a. Ma sì, ci pensiamo lunedì! Ultime fo to ai bastioni, e poi tutti in corriera; il nostro autista guida con cura, rispettando e cullando il nostro sonno. Dopo Firenze, breve pausa, e poi d’un fiato dritti a Pordenone.

Chissà perché, quando un viaggio, anche breve, termina, lascia tutti un po’ tristi, silenziosi pur tra i saluti; a ricordare ancora per un po’ i bei momenti trascorsi assieme agli altri, a condividere le emozioni provate davanti allo spettacolo delle cose viste. Prima di ritornare ognuno alla propria routine…

Ma gli Amici della Cultura, uniti ai cugini dell’Utea di Cordenons, sono instancabili: è prevista una visita guidata a Villa Manin, già il 9 giugno…e poi, cena campestre per tutti!


Renata Savoini