ELIO CIOL IL VOLTO E LA PAROLA

VISITA GUIDATA

Giovedì pomeriggio, 3 dicembre, presso il Chiostro di San Francesco, il maestro Elio Ciol e il Prof. Fabio Amodeo hanno accolto una decina di  Soci e Amici per illustrare il contenuto della mostra “Il volto e la Parola”, cui siamo stati chiamati a collaborare tramite turni di aiuto-custodia.

Il maestro ha subito colpito tutti per l’umiltà dei suoi modi, quell’umiltà che è un tratto distintivo anche della sua arte.

La mostra che si tiene al Chiostro fa parte di un trittico a lui dedicato per festeggiare degnamente gli 80 anni del maestro e i 60 di attività.

Si è infatti da poco conclusa la mostra dedicata agli anni del neorealismo presso l’Esedra di Villa Manin d Passariano, mentre, grazie a una proroga, è ancora possibile ammirare il lato più sperimentatore del Ciol paesaggista, un magistrale lavoro sulla luce, presso il centro studi Pasolini di Casarsa.

Ottant’anni, ma non li dimostra, a testimonianza di come l’arte e la

passione per l’umanità, per la vita nelle sue forme più nobili, aiuti a restare giovani.

La mostra di Pordenone vuole invece puntare l’attenzione sul suo lavoro di documentarista del patrimonio artistico italiano.
In particolare sono qui esposte foto che illustrano le opere pittoriche della Basilica di San Francesco ad Assisi, fissate dall’obiettivo fotografico prima del terremoto del 1997.

Si tratta ovviamente di uno sguardo inedito sull’arte, lo sguardo di un fotografo “poeta”, che sceglie i suoi soggetti con lo stesso taglio estetico, lo stesso amore per il dettaglio che ha usato, a esempio per cogliere un paesaggio o una scena di vita del suo Friuli.

Il titolo della mostra è”Il volto e la Parola”,ma come ci ha fatto notare il professor Amodeo, potrebbe anche intitolarsi “Il Volto è la Parola”, perché i volti affrescati che il Maestro isola dal contesto ci parlano, si donano a noi con tutta la loro fulgida carica espressiva, proprio perché colti e svelati, tolti dalla confusione del tutto.

La mostra di Pordenone coniuga quindi alla perfezione il lavoro di documentazione e di ricerca estetica, e regala il privilegio di gustare anche ciò che, per i motivi più disparati, solitamente sfugge allo sguardo.

Presi per mano dalle parole del Prof. Amodeo e dalle sottili precisazioni del maestro Ciol, abbiamo quindi seguito il percorso della mostra, che si dipana seguendo un percorso prestabilito: prima le foto che illustrano le opere della Basilica inferiore, con scene della vita di Gesù e di San Francesco, e poi i lavori compiuti passando in rassegna gli affreschi della Basilica Superiore, incentrati esclusivamente su episodi della vita del Santo di Assisi.

Ecco quindi sfilare davanti ai nostri occhi particolari dei dipinti di Giotto innanzitutto, ma anche del Lorenzetti e degli allievi della scuola di Giotto.

Eppure ogni fotogramma potrebbe essere gustato anche singolarmente, slegato dal suo contesto.
Ed è proprio in questo che consiste la peculiarità,la cifra stilistica di Elio Ciol, della sua arte, che riesce a farsi Poesia attraverso la fotografia.

E non è un caso se, inizialmente, questo lavoro era nato come una collaborazione con il poeta Mario Luzi, che avrebbe dovuto fornire materiale poetico alle foto esposte.

Purtroppo la morte di Luzi, come il maestro ci ha spiegato con rammarico, non ha permesso il compiersi di tale progetto, ma rimane indubbio che la Poesia esca comunque fuori dalle foto, possente e rivelatrice,vera ispiratrice dello sguardo di Elio Ciol.

La visita si è conclusa con il piacere appagante di aver assaporato qualcosa di davvero unico, l’opera di un nostro grande concittadino, il “Volto” universale dell’arte e della sua “Parola”, fissata per sempre dall’obiettivo di un Poeta dell’immagine.

La mostra rimarrà aperta sino alla fine di Gennaio.

Grazie di cuore al maestro Elio Ciol e al professor Amodeo per la pazienza e la cortesia dagli Amici della Cultura di Pordenone.