INAUGURAZIONE DEL “CIRCO MAI VISTO”

Per il III anno consecutivo ha preso il via, alle ore 18.00 di Martedì 16 giugno, nella suggestiva cornice del Castello di Torre, il Festival della Creatività promosso dall’associazione Amici della Cultura, Festival che ha visto cimentarsi una quarantina di artisti alle prese con le tecniche creative più svariate.
Il tema con cui quest’anno gli artisti si sono mirabilmente misurati è il Circo e le sue contrastanti suggestioni di allegria e malinconia che da sempre suggerisce.
Come nella migliore tradizione circense il via alla festa di inaugurazione è stato dato da Luana dell’ “Ortoteatro”, che camminando sui trampoli, ha invitato il pubblico accorso a seguirla all’interno del giardino del Castello.
Qui, dopo una breve introduzione del Presidente dell’Associazione Amici della Cultura, dott.sa Loredana Schembri, ha preso la parola il professor Fulvio Dell’Agnese, che ha tenuto l’interessante discorso di presentazione della mostra, tracciando un excursus artistico- temporale ricco di suggestioni, significati e riflessioni.
Il professor Dell’Agnese ha messo in evidenza come anche in questa mostra l’idea di circo dominante è quella che si rifà al circo moderno nato intorno alla metà dell’800, quando le arti figurative molto si interessarono a tale forma di intrattenimento legata al dinamismo atletico, al virtuosismo e al movimento. Basti pensare alle cavallerizze di Toulouse Lautrec e ai dipinti di Seurat.
Dell’Agnese ha quindi ricordato Marc Chagall, l’artista che più ha rappresentato l’anima circense nel corso del primo ‘900, e che Emanuele Bertossi, uno degli autori presenti alla mostra, richiama in una delle sue formelle raffigurante la donna cannone, giunonica eppur leggera, quasi volante appunto come le aeree figure di Chagall.
Il professore ha quindi sottolineato la struttura itinerante e avvolgente del circo nonché la contaminazione con l’iconografia sacra, che si può ritrovare in un’altra delle opere esposte, quella di Olga Giust.
Non si può poi dimenticare come il circo sia una struttura temporanea, itinerante appunto, così da rappresentare simbolicamente la precarietà e la fragilità della condizione umana, la sua caducità travestita da spettacolo. Proprio in virtù di questo fatto – ribadisce Dell’Agnese – non si deve dolere l’artista Lauren Moreira se la sua opera – una ceramica che mostra da una prospettiva aerea l’arena di un teatro avvolta da spettatori - mostra tracce di un incidente occorso in fase di attuazione: ancor di più, proprio perché “imperfetta”, rappresenta nel suo splendore il teatro della vita, destinato comunque alla rovina, mentre gli ignari spettatori ridono e applaudono al guizzo di un clown.
Ed è proprio il clown il modello umano caratteristico del circo; infatti il Professor Fulvio ha ricordato le maschere di Chaplin, di Tatì, di Fellini, la necessità di far ridere malgrado la tragedia, l’aurea di malinconia che da sempre accompagna tali figure.
D’altronde la malinconia è la caratteristica propria dell’artista, e sempre Dell’Agnese ha richiamato alla mente degli ascoltatori i clown acrobati e i saltimbanchi malinconici di Picasso.
Il clown circense, ci è stato ricordato, è l’erede del buffone di corte medievale, è l’attrazione delle sagre di paese rappresentato nelle pitture di Bosch e Bruegel, è il pazzo folle di Shakespeare, colui a cui tutto è concesso dire perché protetto da una maschera, che con uno sberleffo si prende gioco del potere e rivela la verità non detta; è l’emarginato ma anche, proprio per questo, l’uomo libero dalle regole e che non si concede alla banalità del quotidiano; è l’uomo raccontato da Heinrich Boll in “Opinioni di un clown”, di cui il professore ha letto alcune pagine a conclusione della sua relazione.
È stato poi molto gradito l’intervento dell’artista Giorgio Florian – anch’egli presente alla mostra con una sua opera - il quale ha raccontato alcuni aneddoti legati alla vita del padre che fu notissimo e apprezzato clown.
Florian ha brevemente divertito e commosso il pubblico, sottolineando come la vita del circo sia affascinante, semplice, dura ma ricca di umanità.
Il saluto dell’Assessore alla Cultura professor Gianantonio Collaoni ha chiuso la parte ufficiale della cerimonia e il pubblico intervenuto ha finalmente potuto apprezzare la qualità delle opere esposte, nonché visionare il video relativo alla mostra appositamente preparato dal dott. Giorgio Forese, uno tra gli ormai numerosi soci degli Amici della Cultura.

Anche i bambini presenti, a cui in gran parte l’evento è dedicato, hanno avuto modo di divertirsi grazie a Luana, che si è esibita in numeri genuinamente circensi, lasciando a bocca letteralmente aperta  i bimbi grazie ad affascinanti giochi col fuoco.
Il buffet preparato sotto glia alberi del giardino del Castello e quattro chiacchiere in armonia hanno infine arricchito una serata davvero speciale.

Vi aspettiamo numerosi ricordando che l’esposizione rimarrà aperta fino alla fine di agosto il Venerdì e il Sabato dalle 16.00 alle 19.00 e la Domenica dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 19.00, con la possibilità di aperture infrasettimanali e visite guidate su richiesta.
Sono inoltre previsti dei laboratori creativi e delle letture per bambini tutti i mercoledì di luglio alle 17.30, nonché il corso di disegno per adulti tenuto dal Maestro Pierantonio Chiaradia il 2 luglio alle ore 18.00.
Grazie a tutti!

Paola Pilot