Mostre ed Eventi

 

 

APPUNTAMENTO PER I SOCI

Visita alla

“Cappella degli Scrovegni”

Padova

Lunedì 30 maggio partenza ore 7.45

 

 

 

Sette secoli fa, nell'anno del primo Giubileo (1300), fu posta la prima pietra della Cappella che Enrico Scrovegni, ricco banchiere e uomo d'affari padovano, aveva fatto erigere a completamento del palazzo.  Per adornare l'edificio, destinato ad accogliere lui stesso e i suoi discendenti dopo la morte, Enrico chiamò due tra i più grandi artisti del tempo: a Giovanni Pisano commissionò 3 statue d'altare in marmo raffiguranti la Madonna con Bambino tra due diaconi, a Giotto la decorazione

“Campioni del ciclismo moderno”

Convento di San Francesco
Piazza della Motta
Pordenone




Sabato 2 aprile al Convento San Francesco in Piazza della Motta a Pordenone è stata inaugurata  la mostra “Campioni del ciclismo moderno” promossa dal Comune di Pordenone e dal Gruppo Ciclistico Corva Azzanese, in collaborazione con l’Associazione Amici della Cultura, con il Museo del Ciclismo di Portobuffolè e grazie ai collezionisti Renato Bulfon e Olivo Ciot.
La mostra punta a ripetere l’exploit dell'anno scorso quando circa 3 mila persone visitarono

APPUNTAMENTO PER I SOCI

Visita alla mostra

“Percorsi tra le biennali 1948-1968. La pittura nuova in Friuli e a Venezia”

Galleria d’arte moderna e contemporanea A. Pizzinato
Pordenone

Mercoledì 4 maggio ore 17.30


Mercoledì 4 maggio alle ore 17.30, fissato il ritrovo presso la Galleria d’arte moderna e contemporanea di Pordenone, per partecipare alla visita guidata alla mostra Percorsi tra le biennali. Per questioni organizzative si invitano i soci a segnalare al più presto la loro partecipazione.
Una grande mostra che PARCO propone dal 27 marzo al 12 giugno in contemporanea con la 54^ Biennale veneziana. La mostra, promossa dal Comune di Pordenone è curata da Giovanni Granzotto con la collaborazione del Museo Civico d’Arte.
1948 – 1968, due date emblematiche per la storia italiana, e non solo, ma emblematiche anche per lo specifico dell’arte. La Biennale del ‘48, all’indomani del più ampio conflitto del Novecento, segnò l’arrivo in Laguna e in Europa della nuova America. Fu un approdo deflagrante così come violento fu  l’impatto che riverberò sull’arte italiana da poco reduce dal Ventennio. La Biennale del ’68 cadde in uno degli altri momenti topici della storia del Novecento in Europa, e visse il clima di contestazione che partito da Parigi dilagò in Italia e in tutta Europa. Fu la Biennale di Arp, Bacon, Dubuffet, Duchamp, Fautrier, Hartung, Man Ray, Oldenburg. Rothko, Rauschenberg, Warhol ma anche di Tacredi, Severini. Burri, Balla, Deluigi, Colombo, Fontana, Pascali. Insomma un momento magico, che suggellava un ventennio di sconvolgimenti, di novità che nel frattempo erano state metabolizzate, di virus inoculati e in parte persino già inattivati. La mostra pordenonese tiene tutto questo come sfondo per affrontare, in modo finalmente sistematico, il “locale”, posto come tassello rappresentativo del “generale”. I riflettori sono rivolti ai pittori friulani e veneziani  che parteciparono appunto a quelle esposizioni.

Modigliani scultore

MART, Rovereto

18 dicembre 2010 - 27 marzo 2011



Domenica 20 marzo con un gruppetto di Amici (della cultura) siamo partiti di buonora per Rovereto di Trento dove, al MART, delle sculture di Modigliani erano esposte ancora per pochi giorni. E’ stata una bella esperienza. Io sono stata piacevolmente sorpresa dall’edificio stesso del MART, Il raccordo con gli edifici ottocenteschi circostanti è così azzeccato che l’occhio arriva alla struttura elegante e modernissima del museo senza fatica.

Di Modigliani e della sua storia umana ed artistica si è parlato molto nel

 

 

“Alessandro Milesi. L’anima nel colore e l’eleganza nel ritratto”

 

 

Lontano dai trambusti dei grandi movimenti artistici di fine Ottocento e dalle Avanguardie del Novecento,  a Venezia ritroviamo un circolo di pittori, di pittori che sono anche amici, che portano avanti con delicatezza e sensibilità un  nuovo linguaggio. E questo modo di fare pittura è evidente, in Milesi, soprattutto nella ritrattistica.

I primi ritratti, degli anni Settanta e Ottanta, rivelano un’ impostazione classica; il suo Autoritratto del 1876 risente di un impostazione cinquecentesca, riscontrabile anche nell’abbigliamento. Ma già negli anni Novanta notiamo una maggior freschezza, una sensibilità e un’attenzione nuove. Nel Ritratto di Matilde Scarpa, non solo la posa è nuova e più accattivante, ma la stessa pennellata è cambiata, la resa è più materica e corposa.

Il nostro percorso alla mostra di Milesi continua con 2 ritratti di bambine, la giovane figlia e

 

KAITAG ARTE PER LA VITA

Lunedì 10 gennaio 2011 ore 17.00

 

Sessantacinque esemplari di tessuti ricamati in seta prodotti nel Daghestan (Caucaso nord-orientale), provenienti da collezioni europee, molti dei quali del tutto inediti: mostra interessantissima, una delle più belle che ho visto e per quanto mi riguarda nessun’altra mi ha preso interiormente ed emotivamente come questa. Per gli stati d’animo che ho provato, un’ altro titolo appropriato avrebbe potuto essere “Il continuo avvicendarsi della vita”. Sarà perché io credo nel fatto che il corpo muore ma l’anima è immortale e rivive in altri corpi scelti o no da noi stessi (è un tema troppo profondo, lungo e particolare da affrontare in questa mia breve esposizione), ma la sensazione che ho provato fin dal primo sguardo, al primo manufatto (tutti databili dal XVII al XIX secolo), è stata quella di sentirmi attirare prima in un vortice e poi entrare ed uscire continuamente in un cerchio, proprio come raffigurato nelle opere in mostra: nascita, vita, morte del corpo e poi l’anima che entra in un altro corpo, vive per poi morire e rivivere in un altro e sempre così di seguito. Ciò che mi accompagnava in tutto questo viaggio continuo era un misto di pace, serenità, felicità, tranquillità, gioia, rilassamento, ma la cosa positiva è che questo stato di benessere si è protratto per il resto della serata e dei giorni seguenti.

In realtà devo dare molto merito al dott. Carlo Scaramuzza per la conoscenza, capacità ed intensità di esposizione durante tutto il percorso della mostra, perché sicuramente, sì io ero mentalmente e psicologicamente predisposta (a seguito di eventi particolari della mia vita) ma le sue parole hanno fatto breccia facendo scattare in me quel meccanismo sopradescritto.

Grazie a tutti coloro che hanno contribuito alla nascita e realizzazione di questo “inno alla Vita” e grazie agli Amici della Cultura di Pordenone che per noi soci organizzano di continuo visite a mostre sempre piacevoli, interessanti e accattivanti.

 

Nuccia Schembri

10 aprile 2010 mostra “Cima da Conegliano”. Uscita culturale – e non solo – a Conegliano Veneto

Una ventina di Amici della Cultura, assieme ad alcuni “amici degli Amici”, hanno preso il treno per Conegliano in una bella mattina di aprile .

Il clima era quello di una classe in gita scolastica; nulla di strano, visto che alcuni Amici sono anche studenti dell’UTEA di Cordenons!

Partenza h8.44 – arrivo a Conegliano alle h9.05. Più comodo di così…

In una manciata di passi, la comitiva ha raggiunto un caffè, per il primo ristoro della giornata. Ci fossero state due ordinazioni uguali…! Povero barista, già esausto dopo i primi clienti della mattina!

Il programma prevedeva:

Molti di noi ancora non avevano avuto modo di visitare la nuova Galleria d’Arte Mo derna e Contemporanea “Armando Pizzinato”, inaugurata a metà novembre,  e così la visita guidata organizzata per la  mostra “Corrado Cagli e il suo magistero” è stata una ghiotta opportunità.
Le aspettative erano alte; in città si era parlato tanto di questa inaugurazione, della Galleria e del suo impatto sulle future attività culturali del territorio.

Giunta all’ingresso il primo impatto è stata


La nostra città è sempre “altra”, perché è in continuo divenire: cambiano gli abitanti e le componenti razziali, muta la f acies urbana, si trasformano le abitudini di vita portandosi dietro un differente modo di frequentare gli spazi pubblici e di concepire il rapporto fra centro e periferia.

 

La nostra città, al tempo stesso, non è mai “altra” da noi, anche quando vorremmo che lo fosse: perché – ci piaccia o no – ne facciamo parte e le sue dinamiche ci coinvolgono, pretendono da parte nostra un’espressione di responsabilità. L’estraneità alle sue problematiche è un lusso che non ci possiamo permettere.

 

A queste forme complementari di alterità hanno ispirato alcune loro opere gli artisti presenti in mostra.

All’interno di un luogo simbolico della città e della sua storia si confrontano così modi diversi di osservarla, di esaltarne la fisionomia, di rimeditarne visivamente il tessuto umano e culturale, di proiettarla in una dimensione ulteriore, fantastica, in cui essa – questa città in cui viviamo, o l’idea di città in senso lato – si fissa in immagine nel momento stesso in cui denuncia la propria irriducibilità allo sguardo individuale.

Ma proprio dalla coscienza sua complessità potrebbero già da oggi determinarsi i modi per risuscitare quel dialogo fra arte e città che nel nostro Paese è stato per secoli un meraviglioso, costitutivo dato di fatto.

 

Fulvio Dell’Agnese

 

Convento di San Francesco

Piazza della Motta

Pordenone

dal Martedì al Venerdì: 16.00-19.00

Sabato e Domenica: 10.30-12.30 e 16.00-19.00


contatto telefonico: 349 7908128

contatto e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

web: www.amicidellacultura.it

 

 

 

EX CONVENTO SAN FRANCESCO

3 DICEMBRE 2010 – 23 GENNAIO 2011

Inaugurazione Venerdì 3 dicembre ore 18.00

con la presentazione storico-artistica del Prof. Fulvio dell’Agnese

 

10 NOVEMBRE 2010

GLI AMICI DELLA CULTURA DI PORDENONE

VISITANO LA MOSTRA

MUNCH E LO SPIRITO DEL NORD. Scandinavia nel secondo ottocento

VILLA MANIN DI PASSARIANO

Lo spirito del Nord è fuori e dentro di noi; cammino in un lago di foglie morte , annegate nell’umidità.

Su villa Manin cade una pioggerella grigia che ti fa venir voglia di correre dentro, alla luce e al caldo.

Indossare la tecnologia e poi … pronti via !

Dopo due rampe di scale la guida ansima un po’; buon segno, penso io, non si andrà troppo veloci.

E invece: Danimarca, Hammershoi, finestrezig zagSyberg, Ring, interni olandesi, paesaggi grigizig zag …. Finlandia, simbolismo, Kallela, spazi immensi, bella gente, fierezzazig zag … ( accidenti, ho perso la guida ).

Norvegia, dominazione, libertà, Krogh, Nielsenzig zagsiamo già in Svezia, Larrsson, Strindberg, tragedia, natura incontaminata, solitudine, freddo dentro zig zage poi eccolo finalmente”.

Munch: devi rallentare, come un torrente quando raggiunge la pianura e comincia a serpeggiare lentamente da un’ansa all’altra.

Munch ti parla e può farti anche male; lo devi guardare in silenzio e lasciare che un po’ del suo spirito ti mulinelli intorno. Orizzonti senza limiti, spazi immensi da percorrere con lo sguardo e non con gli occhi; atmosfere pesanti tra la luce e il buio.

Grazie dell’attenzione, il giro è finito, Ja !!”

Oh no, sono quasi le sei; torniamo indietro, … no, non si può!

E io, … che volevo salutare la signora Kallela ?

E io, … che volevo sedermi sugli scogli insieme a Inger ?

E io, … che volevo dare al mano ai bambini e guardare con loro lo stupore del bosco ?

Il chiavistello, stridendo, chiude il portone conficcandosi nel pavimento.

Fuori! Il tempo è più grigio di prima.

Non oso immaginare cosa pensino le signore mentre camminano sull’acciottolato sconnesso delle barchesse, ma poi qualcuno, là in fondo, grida: “agli Angeli, agli Angeli … “

Bollicine e arance rosse; il sole in bottiglia. Questa sì che è vita!

Giorgio Forese