Mostre ed Eventi

ITALO ZANNIER. LA SFIDA DELLA FOTOGRAFIA


Mostra fotografica – Spazi espositivi via Bertossi – Parco2




La mostra presenta circa 400 opere, quasi tutte di autori italiani, che inviavano le loro foto al Maestro Italo Zannier per chiedere giudizi e suggerimenti; il Maestro ha conservato tutte le foto ricevute a vario titolo in uno smisurato archivio, dal quale provengono le foto esposte in mostra a Pordenone. Molte di esse sono state pubblicate in varie raccolte, a testimonianza della capacità della fotografia di fissare la realtà nel suo essere e di moltiplicarla e diffonderla.


All’inaugurazione, il Maestro si è raccontato


HUMUS PARK ARTE IN GIOCO

INTERNATIONAL LAND ART MEETING

14-19 MAGGIO 2012

Parco del Museo Archeologico di Torre

Pordenone


Il Comune di Pordenone, in collaborazione con l'Associazione Amici della Cultura, organizza 3 percorsi assistiti ad Humus Park
Sabato 14 e Sabato 21 LUGLIO
Sabato 11 AGOSTO
 
Appuntamento alle ore 18.00 davanti al Castello di  Torre, sede del Museo Archeologico.











Torna Humus Park, il meeting degli artisti di Land Art. Dialogo tra arte e natura. Scoprire o riscoprire un angolo verde della città, sorprendere e sorprendersi, guardare un sasso e capire che ci sta parlando, osservare una foglia e ascoltarne il racconto. Gli artisti internazionali incontrano gli artisti locali, gli studenti incontrano gli artisti professionisti. Gli artisti lavorano a coppie, si confrontano, si scambiano e condividono visioni, esperienze, tecniche, progettualità. La natura fornisce loro i materiali e la scenografia; essi, con rispetto e gioia, prendono ciò

BERGONZONI E MACERIAPRIMA

Buongiorno a tutti voi sono Mara, una nuova iscritta all’Associazione Amici della Cultura . Per prima cosa devo ringraziarvi, siete delle persone stupende, mi avete fatto sentire non una nuova entrata ma una socia da sempre, e questo è molto bello da parte vostra.

Il 9 marzo 2012 ci siamo recati presso la Galleria d’Atre Moderna e Contemporanea di Pordenone per vedere la mostra di Alessandro Bergonzoni, se non sbaglio noi pordenonesi siamo stati privilegiati in quanto si tratta della prima esposizione dell’artista ospitata in uno spazio museale italiano. La mostra, dedicata ai diversi tipi di linguaggio artistico che Bergonzoni con la sua bravura ha saputo coniugare, è intitolata MACERIAPRIMA. La nostra bravissima guida, la dott.ssa Mara Prizzon, ci ha spiegato che queste opere sono state realizzate con materiale di scarto, riciclato o addirittura materie complementari, come ad esempio la carta usata dagli operai stessi per pulirsi le mani e da cui sono nati quadri di angeli di singolare particolarità. Alle pareti erano appese delle piccole scatole che ti invitavano ad essere aperte per curiosare: all’interno c’erano scritte e disegni, naturalmente in tanti le abbiamo aperte per guardare dentro. In una saletta erano invece posizionate due

VISITA ALLA MOSTRA ANTOLOGICA

“GIANCARLO MAGRI FRA PITTURA E RESTAURO”

Palazzo della Provincia Pordenone

24 febbraio 2012

 

 

Prima di entrare negli Spazi della Provincia, dove le opere e il Maestro in persona attendono gli Amici della Cultura, un lieve soffio di primavera attrae e seduce i passanti.

Gli Amici della Cultura sono accorsi numerosi – circa una ventina – ed entusiasti a questa Antologica del Maestro del nostro territorio.

La mostra, curata dal critico Stefano Aloisi, è corredata da due cataloghi che illustrano sia l’opera pittorica che quella di restauro del Nostro; in particolare, questa antologica presenta circa un centinaio di opere del Maestro Magri, dagli anni ’50 ai giorni nostri.

Lasciamo alla nutrita bibliografia il compito di spiegare, raccontare, illustrare le opere: la nostra visita è guidata personalmente dal Maestro, al quale il prof. Aloisi lascia volentieri la parola.

E il miracolo si compie: i quadri prendono vita al suono delle parole, dette con una specie di incantato pudore; iniziano a narrare l’avventura umana ed artistica del Maestro, indissolubilmente legate. I quadri, che rappresentano 60 anni di attività, di ricerca, di studio, di certosina applicazione, vengono “ridipinti” con la stessa umile intenzione che li ha eseguiti; rispondono docili alla rivisitazione del loro artefice, che li propone al pubblico con gioia e quasi con stupore.

Il gruppo di Amici della Cultura ascolta rapito e con affetto i racconti di Giancarlo Magri, assaporandone l’arte e la sorprendente semplicità.

Il Maestro sorride sempre, quasi incredulo per

 

BERNARDO BELLOTTO

il Canaletto delle corti europee

 

Conegliano – Palazzo Sarcinelli

 

 

Visita guidata alla mostra, Mercoledì 15 marzo 2012

 

Un’impeccabile scelta di opere per testimoniare il momento fondamentale del vedutismo veneziano, la corrente artistica che caratterizzò il ‘700 nella maggior parte delle corti europee. Splendidi dipinti ed acqueforti, incisioni e disegni non solo di Bernardo Bellotto ma anche di Canaletto, di Luca Carlevarijs e Michele Marieschi, non per ultimo di Bernardo Canal, pittore di scenografie teatrali nonché padre del Canaletto e nonno dello stesso Bernardo Bellotto.

Bernardo Bellotto, a cui è dedicata la mostra a Palazzo Sercinelli, provenendo da una famiglia di artisti, cominciò

LA STORIA DELL’ARTE NEL TERRITORIO

 

 

Lunedì 5 marzo, presso la Bastia del Castello di Torre, ha preso il via il corso “La Storia dell’Arte nel territorio” organizzato per gli Amici della Cultura di Pordenone e tenuto dal Prof. Fulvio Dell’Agnese. Le lezioni, per i soli Soci, si svolgeranno Lunedì 12, 19, 26 marzo e Lunedì 2 aprile dalle ore 18.00 alle ore 20.00, sempre presso la sala incontri della Bastia del Castello di Torre a Pordenone. A tutti gli Amici quindi buon salto nel passato!

VISITA ALLA MOSTRA ESPRESSIONISMO

presso VILLA MANIN di Passariano

in data 15 febbraio 2012

 

 

La visita guidata alla mostra sull’impressionismo tedesco del 15 febbraio e’ stata particolarmente interessante.

Pochi di noi  conoscevano nel dettaglio questo periodo artistico che in realtà ha dato una svolta importante a quella che poi diventerà l’arte moderna tedesca e non solo, perciò il supporto della guida, particolarmente preparata ed esaustiva è stato fondamentale.

Il movimento Die Brùcke, (Brucke significa ponte, collegamento tra presente e passato) nasce ufficialmente a Dresda  nel 1905 grazie ad un gruppo di ragazzi  borghesi studenti di architettura  appassionati d’arte, profondamente decisi a sperimentare nuove strade, sia con la pittura che la letteratura e il teatro, per esprimere il loro dissenso su tutto ciò  che riguardava le rigide regole sociali di quell’epoca (una grande rivoluzione politica pacifica, secondo me). In particolare per la pittura un impulso creativo nuovo ed esaltante che doveva rompere antichi schemi gretti e limitati e creare uno stile che privilegiasse le percezioni interiori. Anzi, il loro intento era di

Incontro con l’arte e la musica a Casa Serena

Domenica 29 gennaio 2012, presso il Salone di Casa Serena in via Revedole a Pordenone, l’Associazione Amici della Cultura di Pordenone e la Società Operaia di Mutuo Soccorso ed Istruzione di Pordenone, ha organizzato un concerto tenuto dagli “Archi della Scuola Popolare di Musica” ed affiancato ad una mostra a cui hanno partecipato Laureen Crossman con le sue splendidi incisioni, Guerrino Dirindin con le sue ormai inconfondibili opere sul tema della terra, Olga Malattia e Jolanda Guagnano con le loro opere pittoriche, Luigi Milan con i suoi scatti fotografici e Laura Mascarin con delle sorprendenti sculture in terracotta. All’evento hanno preso parte gli Assessori Vincenzo Romor e Bruno Zille in rappresentanza del Comune di Pordenone.

Il concerto, particolarmente gradito sia dagli ospiti che da tutto lo staff, tra l’altro molto simpatico e disponibile, di Casa Serena, è stato diretto con grande energia e bravura dal Maestro Oscar Pauletto, che ringraziamo calorosamente. La nostra gratitudine va inoltre a Loredana Chiarottin che tanto si è attivata per organizzare l’incontro, ma soprattutto va ai ragazzi della Scuola Popolare,  che a tutti gli spettatori hanno regalato un pomeriggio di musica, allegria e disponibilità.

 

Loredana Schembri

Mosaico

Caffè Letterario al Convento

Piazza della Motta

Pordenone

1-29 febbraio 2012

 

Per divertirsi, ma soprattutto per  apprendere una delle più antiche tecniche espressive, è iniziato sei anni fa il laboratorio di mosaico promosso dall’UTEA (università terza età ed adulti) di Cordenons.

Il corso  di mosaico è diventato con il tempo momento di sperimentazione, dove le tecniche tradizionali si fondono con tecniche ed idee contemporanee. Le persone che frequentano il corso realizzano i propri lavori tagliando le tessere attraverso il metodo antico manuale con pinza, martellina e tagliolo, scegliendo e valutando per ogni parte del mosaico il tipo e il materiale da usare.

Attualmente il corso è frequentato da 12 persone, alcune partecipano già da diversi anni. Le lezioni, tenute da Olga Giust, si svolgono presso l’Istituto Statale d’Arte di Cordenons.

Gli Amici della Cultura hanno raccolto le opere di questi “nuovi artisti” realizzando una mostra, MOSAICO, presso il Caffè Letterario.

 

VISITA ALLA MOSTRA

MILLENOVECENTOUNDICI LE ARTI IN FRIULI E VENETO

100 ANNI DOPO

BANCA POPOLARE FRIULADRIA

Cominciare l’anno nuovo con una mostra allestita nella nostra città, Pordenone, oltre che occasione d’incontro per gli Amici della Cultura, è un segno di buon auspicio per la nostra vita culturale dei prossimi mesi.

L’appuntamento era per martedì 10 gennaio, alle ore 14,30, in Piazza XX Settembre, davanti la sede della Banca Popolare FriulAdria, per vedere la nuova esposizione dal titolo “MILLENOVECENTOUNDICI. LE ARTI IN FRIULI E VENETO. 100 ANNI FA”.

Siamo stati accolti con gentilezza e ospitalità da Francesca Muner, che ci ha spiegato con dovizia di particolari i motivi di questa iniziativa, che continua la rassegna nata nell’ambito di “SEGNI DA UN TERRITORIO”, progetto ideato da FriulAdria, per valorizzare gli artisti veneto-friulani tra ‘800 e ‘900.

Questa volta, il motivo principale è stato quello di ricordare l’anno di fondazione dell’istituto bancario, il 1911, anno che coincideva con il cinquantenario dell’unità d’Italia, Nazione che però risentiva ancora delle differenti tradizioni regionali.

Un altro scopo importante è stato quello di offrire ai cittadini un arricchimento culturale, consentendogli di ammirare molte opere pregevoli.

Esse provengono da collezioni private e pubbliche, nonché dallo stesso patrimonio della Banca, e furono esposte alle Biennali di Venezia, a Roma, a Torino e oltre i confini italiani ed europei.

Francesca ha sottolineato che la sede della FriulAdria è a Palazzo Cossetti, costruito proprio negli anni 1911 e 1912.

Inoltre, nel solco della sensibilità di questo istituto bancario verso le nuove tecnologie, spiccano quattro TOTEM MULTIMEDIALI touch-screen, attraverso i quali i visitatori possono approfondire la conoscenza del periodo storico-cronologico del 1911 a Pordenone, in Italia e nel mondo; il panorama veneto-friulano delle diverse arti in quel periodo (pittura, scultura, architettura, arti applicate); la musica e la cinematografia del 1911 e l’analisi delle opere esposte.

Alla mostra, infatti, c’era anche uno

Viaggio in Piemonte con Gli Amici della Cultura

Torino- Museo Egizio-Venaria Reale

8-9-10 dicembre

 


 

1° giorno

Giovedì 8 dicembre


Siamo partiti in 26 tra soci dell’associazione Amici della Cultura di Pordenone  e soci dell’Università della Terza Età di Cordenons, alle ore 06.00, dal parcheggio dell’Ospedale civile, sotto la sapiente guida di Gianni Della Libera e dell’autista Luigi, alla volta di Sacile per prendere a bordo la sottoscritta con l’amica Angela e, via autostrada, siamo giunti a Torino intorno a mezzogiorno. Abbiamo pranzato nei pressi dell’Hotel Roma, purtroppo noto per il suicidio dello scrittore Cesare Pavese. La cucina piemontese non è stata di facile digestione per tutti, dal momento che è costituita da cibi conditi con formaggi o salse “corpose”, ma un ottimo dolcetto delle Langhe ha risolto ogni problema.

Accompagnati dalla bravissima guida, di nome Alberto, abbiamo iniziato la visita del centro storico di Torino intorno alle 14.45.
Per ritrovare le origini di Torino bisogna risalire nel tempo a prima della colonizzazione romana, a quando la    "Pianura del Po" pianura del Po fu punto di incontro tra le popolazioni    Liguri e quelle   celtiche.

Le scarse fonti storiche a nostra disposizione risalgono al    III secolo a.C. e riportano testimonianze relative al popolamento stanziale della pianura piemontese nell'area ove attualmente sorge la città, da parte del popolo dei    Taurini. Riguardo all'etimologia del    toponimo di Torino esistono due ipotesi. La più probabile potrebbe essere quella legata al termine celtico, di origine    indeuropea taur (o thor) che significa    monte. A conferma di ciò vi sarebbe la testimonianza che riporta l'usanza celtica di venerare alcuni elementi della natura tra cui le montagne.

Un'altra ipotesi più fantasiosa e meno attendibile ha invece dato vita ad una leggenda popolare che ricondurrebbe all'esistenza, nei pressi di un villaggio    neolitico, di un temibile drago che sarebbe stato sconfitto da un    toro (taurus) che un contadino avrebbe fatto inebriare con un otre di vino. La lotta tra i due animali sarebbe stata cruenta al punto che il toro, dopo aver sconfitto il mostro, morì per le ferite riportate. Il popolo, in onore della vittima, decisero di chiamarsi Taurini.

L'avvenimento storico con cui Torino ed i suoi primi abitanti salgono agli onori della cronaca è la    Seconda guerra punica discesa di Annibale in Italia nel   218 a.C.

I Taurini, allora in guerra con un'altra popolazione locale, gli    Insubri, decisero, unici tra le    popolazioni galliche della pianura padana, di rimanere alleati di Roma e cercarono di sbarrare il passo al    condottiero    cartaginese. Il fatto è riportato dagli storici    Polibio ed Appiano che riferiscono come la città principale dei Taurini, Taurasia, probabilmente posta come l'attuale Torino a controllo dei punti di attraversamento del   Po, resistette tre giorni prima di dover capitolare. Cosa ne sia stato dei superstiti e degli avvenimenti successivi dei Taurini e della loro città non è riportato da alcuna fonte.

Nei secoli che seguono