Mostre ed Eventi

MILANO

MUSEO DEL ‘900 E CENACOLO VINCIANO

1 OTTOBRE 2013 

 

 

Comincio dalla fine: il Cenacolo. 15 minuti di bellezza, armonia ed equilibrio. 

La maggior parte di noi lo ammirava per la prima volta. Eravamo lì a faccia a faccia con questo Leonardo da Vinci che era un grande inventore, un pensatore, una fucina di idee, un cervello sempre al lavoro che non poteva trovarsi a proprio agio a lavorare su un affresco perché aveva bisogno di più tempo. L’affresco infatti implica un lavoro “pensato”, che va realizzato in tempi stretti e non permette tanti pentimenti.

Il genio di Leonardo lavorò a quest’opera per quasi 4 anni, dal 1494 al 1498, tornava e ritornava a lavorarci sopra. Per questo sperimentò una tecnica nuova a secco, che gli consentiva maggiore libertà e gli permetteva di ottenere migliori effetti di luci ed ombre. Ma essa fu deleteria per la conservazione stessa dell’opera: dopo pochi anni erano già visibili lacune di colore e le prime forme di degrado che andarono poi peggiorando con il passare degli anni.

A questo si sommano i conseguenti interventi di restauro, lo sfondamento del muro per l’apertura di una porta e non ultimo i

 

MOSTRE IN MOSTRA

 

Per una madre - Omaggio a Susanna Colussi

 

C’era anche l’opera artistica di Isabella Ceciliot, nativa di Cordenons e socia degli Amici della Cultura di Pordenone, alla ricca retrospettiva dedicata dal 3 al 13 ottobre alla figura e all’opera di Pier Paolo Pasolini al Kino Sõprus di Tallinn, cuore progettuale dell’iniziativa insieme ad una folta cordata di partner, in ideale dialogo tra Estonia e Italia. 

Si tratta di una striscia di tela grezza lunga una dozzina di metri, tinta artigianalmente in color marrone e avvolta alle estremità attorno a due bastoni: un “rotolo della vita”, dice Isabella Ceciliot, quasi tibetano, su cui sono cucite in sequenza alcune immagini tratte dalla biografia di Pasolini, rivisitate e ristampate su carta morbida per un’ideale carrellata del profondo legame che unì il figlio a Susanna, che fu anche Mater Dolorosa ai piedi della croce nel film-capolavoro del 1964 “Il Vangelo secondo Matteo”. 

 

 

L’artista vi trasfonde una sentimentale partecipazione al pathos pasoliniano, che ha trovato espressione anche nel libro

Silenzio! Parla il muto... 

Dopo le tante parole, scritte e lette, protagoniste della Festa del Libro con gli Autori, Pordenone torna alla ribalta internazionale con la manifestazione che l'ha fatta maggiormente conoscere nel mondo. 

E lascia spazio alle immagini, quelle della XXXII edizione de "Le Giornate del Cinema Muto" in programma dal 5 al 12 ottobre. Film recentemente restaurati, eccezionali produzioni contemporanee, retrospettive... Solo qualche accenno per lasciarsi conquistare dall'affascinante cinema d'altri tempi che toglie le parole...

Le Giornate Del Cinema Muto 2013

 

 

 

 

i MIRA CUBA

L’arte del manifesto cubano dal 1959

Pordenone

Spazi Espositivi- Via Bertossi

28 settembre 2013 – 12 gennaio 2014

 

 

Per qualità e completezza la mostra proposta dal Comune di Pordenone, in collaborazione con gli Amici della Cultura, è certamente la più importante sino ad oggi allestita in Italia sulla Grafica Cubana negli anni che seguirono la Rivoluzione castrista, ovvero dal 1959 ad oggi. Com’è noto la lotta contro il Generale Batista, che aveva avuto inizio con l'assalto alla Caserma Moncada il 26 luglio del 1953, si concluse il 1 gennaio del 1959 con la fuga del Generale da Cuba, mentre Santa Clara e Santiago di Cuba erano prese dalla milizia popolare guidata da Fidel Castro ed Ernesto Che Guevara. 

 

 

L’esposizione riunisce ben 220 tra manifesti e bozzetti originali, e documenta una delle stagioni più originali della grafica del Novecento, prodotto di una enclave unica al mondo per clima, caratteristiche e situazione. In questi anni tutti i messaggi dovevano concorrere a rafforzare la adesione popolare al nuovo ideale rivoluzionario. Alcuni lo fanno in forma diretta ma molti altri, altrettanto efficacemente, in modo indiretto, trasmettendo positività, gioia, colore in un momento oggettivamente non facile per l’isola caraibica isolata nel contesto internazionale. La grande mancanza di mezzi economici, lungi dal deprimerli, sembra stimolare gli artisti, o meglio i grafici di tutte le generazioni verso una creatività effervescente e innovativa. Questa creatività, pur nel reale isolamento, riesce comunque a catturare e elaborare originalmente, spunti, fermenti e idee dalla vicina America ma anche dall’Europa. Ciò che ha prodotto questo

pordenonelegge.it 

Festa del libro con gli autori

18 > 22 Settembre 2013

 

 

Sempre più presenze per la 14^ edizione di pordenonelegge inaugurata lo scorso 18 settembre da Sergio Romano: sono state stimate oltre 120mila le persone che in 5 giorni hanno affollato i 300eventi dislocati in una trentina di posti nel centro storico della città di Pordenone. 

Sono stati centinaia i protagonisti internazionali, 25 le grandi prime letterarie e ben 26 gli incontri stampa con i protagonisti. Tra i grandi nomi della letteratura italiana e straniera hanno conquistato il pubblico Roberto Saviano e Silvia Avallone, Daniel Pennac e Peter Carey, Petros Markaris e Fernando Arrabal, e ancora Richard Gombrich e Claudio Magris, e poi Susanna Tamaro, Carlo Lucarelli, Mauro Corona, Tiziano Scarpa, Walter Siti, Gianni Riotta, Tullio Avoledo, Fulvio Ervas, Paola Mastracola, Mariapia Veladiano e tanti altri ancora. 

Non solo libri ma anche mostre, ben undici allestite in occasione dell’evento, e oltre alla letteratura: poesia, economia, grandi nomi della scienza e della filosofia, lezioni a cielo aperto per ragazzi, cinema ed ancora editoria. 

 

 

“Pordenonelegge si conferma non solo riferimento internazionale per la letteratura del nostro tempo - hanno spiegato i curatori del festival Gian Mario Villalta (direttore artistico), Alberto Garlini e Valentina Gasparet - ma anche e soprattutto evento calato nella realtà del nostro tempo, specchio in cui la letteratura si rifrange per confrontarsi con i temi del giorno, dalla crisi alla nuova economia, dall'attualità internazionale ai nuovi media. Lo attesta anche il pubblico di quest'anno, rinnovato e arricchito nella sua composizione da nuove fasce green di spettatori giovani e giovanissimi, non solo negli incontri del mattino ma anche negli eventi del week end”.

 

Luisa Menazzi Moretti. Words

 

La mostra Words, che sarà inaugurata giovedì 12 settembre alle ore 18.00, raccoglie alcune fotografie di Luisa Menazzi Moretti, che hanno come oggetto le parole, impresse su carta stampata o tracciate a mano su varie superfici.

Alle opere è associato un testo che ne arricchisce i contenuti, ad opera di scrittori, critici d’arte, docenti e personalità del calibro di Alberto Abruzzese, Francesco Bonami, Paolo Rossi, Tiziano Scarpa e molti altri.

Le immagini raccontano con linguaggio poetico gli oggetti quotidiani: appunti, pezzetti di testi stracciati, pagine perdute, per attribuirvi nuovi significati, ricostruendo la vita spezzettata del presente. Scrive Francesco Bonami “Nella loro assoluta semplicità queste foto ottengono quello che vogliono, facendoci immaginare con pochissimo, tantissimo. Costruiscono il mistero della quotidianità salvando l’inutilità del quotidiano”

 

A cura di Denis Curti

Nell’ambito di pordenonelegge.it

In collaborazione con cinemazero

e Amici della Cultura di Pordenone

 

13/22 settembre 2013

P.Ar.Co Spazi Espositivi

Via Bertossi, Pordenone

 

Orari della mostra:

dal 14 al 18 settembre 15.30/19.30

dal 19 al 22 settembre 10.00/20.00

chiuso il lunedì

 

ingresso libero

 

Per maggiori informazioni http://www.artemodernapordenone.it/

GIORGIO CELIBERTI.

DIARIO (1947-2013)

Villa Manin – Passariano

17 luglio 2013

 

 

Il percorso espositivo, antologico, mette in risalto l’itinerario mentale di un uomo che ha fatto dell’arte l’essenza della propria vita. Le tempere, gli oli, gli affreschi, i vetri, le sculture, i colori, i suoni, le parole inanimate prendono forma, diventano poesia e nella loro unicità dialogano con lo spettatore che vorrà intraprendere il cammino per la conoscenza dell’artista. 

Raggruppate in cinque fasi sono presenti trecento opere, molte delle quali inedite, create e vissute in esperienze tra il 1947 e il 2013. Gli esordi, il periodo romano, Terezin, l’affresco, l’interesse archeologico e la scultura si svolgono lungo un percorso dove opere e ambiente si fondono perfettamente.

La mostra si sviluppa a partire dalla fase giovanile, in cui la tavolozza è caratterizzata da tinte accese e squillanti, frutto di quei viaggi fondamentali per la sua formazione che culminano nel 1956 quando vince la borsa di studio del Ministero della Pubblica Istruzione. 

 

 

Tornato in patria nel 1958 si stabilisce a Roma, dove frequenta gli artisti di punta del panorama italiano: questo è il periodo in cui le sue opere sono influenzate da Guttuso, anche se i suoi soggetti si dilatano fino a raggiungere uno sfaldamento che rende i contorni improntati a successivi sviluppi verso il segnismo. 

Nel 1965 Celiberti, che aveva cominciato a

MANET. RITORNO A VENEZIA

PALAZZO DUCALE

VENEZIA

 

25 GIUGNO 2013

 

 

Gli Amici della Cultura non riescono a stare lontani da Venezia...il richiamo è troppo forte, questa volta ad attrarci è Edouard Manet, il meno "impressionista" del famoso gruppo di pittori che alla fine dell'Ottocento diede una scossa all'arte francese ed europea... impossibile resistere dunque.

Il titolo della mostra fa riferimento a due visite che il pittore fece in città nel 1853, oltre a Venezia il pittore soggiornò a Firenze e forse a Roma, e nel 1874; il titolo però può essere letto anche come ad un ritorno di quella che è stata la sua "anima" italiana: il rapporto che ebbe con l'antica arte del bel paese fu profondo e determinante per il suoi lavori futuri.

Nato a Parigi nel 1832 da famiglia altolocata, il padre alto funzionario del ministero di Giustizia, la madre figlia di diplomatici, Edouard si iscrisse all'accademia navale, per evitare la facoltà di giurisprudenza frequentata da gran parte dei famigliari, ma la cosa non funzionò..i genitori lo autorizzarono così ad intraprendere la carriera artistica (campo in cui aveva dato prova di grandi doti fin dalla giovane età). Il suo primo maestro fu Thomas Couture ma determinanti furono le ore passate al Louvre ad ammirare e studiare gli antichi maestri.

È proprio su questa influenza che la mostra vuole soffermarsi: la rilettura di opere conosciute al grande pubblico che a loro volta si ispirano ad altre altrettanto celebri.

Molti sono i quadri famosi in mostra, come nel caso dell'Olympia mai uscita dalla Francia, la sensazione nel guardarli è quella di conoscerli da sempre, proprio perché riprodotti in molti libri; me è proprio il confronto/accostamento con le opere italiane a mettere sotto nuova luce i quadri di Manet.

Due cose vengono costantemente sottolineate dalla nostra guida: Manet proverà per tutta la vita (non così lunga, morirà di sifilide nel 1883 a 51 anni) ad ottenere

Musica, storia e Arte alla chiesetta di S. Leonardo in Sylvis

Vallenoncello

III edizione

 

 

Nonostante il caldo afoso e il pieno periodo vacanziero, per il terzo anno di fila la chiesetta di San Leonardo in Sylvis ha fatto il tutto esaurito! 

 

 

Ringraziamo ancora Don Giacomo che è sempre felice di ospitarci nel suo piccolo “tesoro campestre”, il maestro Domenico Mason che ha scelto per noi delle splendide musiche di J.S. Bach, brillantemente eseguite dai violinisti Martina Orlando, Francesco Anese e Ulisse Mazzon, e infine grazie a Olga Malattia che con le sue opere, in particolar modo con le piccole icone lignee, ha contribuito alla realizzazione di questo evento musico-artistico. 

Si ringrazia per la collaborazione la Scuola Popolare di Musica di Pordenone  e l’Accademia d’Archi Arrigoni di San Vito al Tagliamento

 

 

Amici della Cultura - Pordenone

Società Operaia di Mutuo Soccorso ed Istruzione - Pordenone

 

Musica, storia e Arte alla chiesetta di S. Leonardo in Sylvis

Vallenoncello

Sabato 6 luglio 2013

Ore 17.00

 

 

Terza edizione per l’ormai attesissimo concerto alla chiesetta di San Leonardo in Sylvis a Vallenoncello. Quest’anno la scena è per i violini: Francesco Anese, Ulisse Mazzon e Martina Orlando. Espone le sue opere Olga Malattia. 

La musica e l’arte sono un linguaggio universale, non mancate!

 

L’arte dell’incisione nel Settecento friulano

Galleria Civica d’arte Celso e Giovanni Costantini

Castions di Zoppola - PN

 

 

L’esposizione, sapientemente curata da Stefano Aloisi ed Elisabetta Borean (che ringraziamo nuovamente per averci guidati all’interno di essa lo scorso Venerdì 14 giugno), è un tripudio di 70 opere, tra incisioni sciolte e per libri illustrati, che documentano quanto fosse stretto il rapporto nel Settecento tra gli artisti Friulani ed i vedutisti