Mostre ed Eventi

OLTRE. In viaggio con cercatori, fuggitivi, pellegrini.

Illegio – Casa delle Esposizioni

Lunedì 3 ottobre 2016




Esci e vai. Nella storia biblica inizia così – con una parola netta rivolta ad Abramo – l’avventura della fede: il primo nomade, Abele il giusto, era stato ucciso; un nuovo giusto riprende il viaggio interrotto. Dio traccia, da quel momento, cammini fra terre d’esilio e terre promesse, indica sentieri d’alte vette e rotte di rive lontane. Perché chi vuole vivere deve partire. Fermarsi, invece, è spegnere il cuore, volgersi indietro è mutarsi in statua di sale. 

La mostra «Oltre. In viaggio con cercatori, fuggitivi, pellegrini» ripercorre Bibbia, mitologia greca e latina, letteratura cristiana medioevale e Divina Commedia, per raccontare con colpi di scena d’arte la storia sacra del viaggiare umano, attraverso un percorso suggestivo e raffinato di quarantacinque dipinti dal Quattrocento al Novecento, provenienti da trenta collezioni d’Europa. Basterebbe studiare l’universale convenire alla grotta di Cristo, in mezzo a un deserto surreale, dipinto da Botticelli in un’arcana Adorazione dei Magi. Basterebbe salpare con l’assembramento di spensierati e disperati dipinti da Jacob Jordaens sul barcone che porta la sacra Famiglia in salvo.

La mostra di Illegio fa rivivere quei viaggi, attuali per mille motivi, e la loro fatica necessaria per ritrovare il cuore.

Grandiosa anche quest’ anno la mostra a Illegio! Un viaggio in Carnia, oltre che per il paesaggio e la cucina, per vedere anche solo due opere a mio avviso spettacolari: San Nicola di Bari salva i naviganti (1415-1420) di Lorenzo Monaco, dove il movimento delle onde, increspate in un vortice di riccioli, sembra preannunciare una pittura che si troverà solo dopo molti secoli, e la Partenza dei Magi (1510) del Pinturicchio, sempre esemplare nei suoi particolari, nei decori delle vesti e nella disposizione degli ori, con un’esuberanza decorativa ed un gusto così insolito e raro che lo fanno a mio avviso uno tra gli artisti più completi del secondo ‘400. Vorrei però menzionare anche un artista che, ammetto la mia ignoranza, non conoscevo: Matthias Stomer, presente in mostra con un olio su tela datato 1633-1637, Cena in Emmaus, di proprietà del Museo Nazionale di Capodimonte. Un’opera che cattura a prima vista il visitatore e che non riesce a staccare lo sguardo da quella candela che illumina tutto il quadro e sembra essere realmente accesa!

E dopo una sosta alla Buteghe di Pierute via verso Venzone! Cittadina sempre bellissima dove scorgere angoli deliziosi, con cesti di lavanda dal profumo inconfondibile, con le imperdibili mummie visitate già da un curioso Napoleone ed uno spettacolare Duomo ricostruito per anastilòsi, ormai esempio di rinascita in tutto il mondo!
Loredana

 

“ Elettrodomesticità. Design e innovazione a Nord Est da Zanussi a Electrolux”


Conferenza Stampa affollatissima per catturare tutti i dettagli sulla mostra per i 100 anni della Zanussi che si inaugurerà Sabato 10 settembre alle ore 18.00 presso la Galleria Harry Bertoia di Pordenone.

 Presenti il nuovo Sindaco Alessandro Ciriani, giovane volto ma collaudata figura per Pordenone; l’Amministratore Delegato dell’Electrolux Ing. Ernesto Ferrario, che ha ricordato l’importanza dell’Azienda non solo per il nostro territorio ma anche a livello mondiale; Paolo Candotti, direttore generale di Unindustria Pordenone, che ha tracciato un quadro preciso della situazione Electrolux nella Destra Tagliamento; e ancora Fabrizio Prevarin, responsabile del Servizio comunicazione e soci di FriulAdria Crédit agricole, che ha ricordato i festeggiamenti di 5 anni fa per i 100 anni dell’allora Banca Popolare FriulAdria, andata sempre a pari passo con la Zanussi; e Sergio Bolzonello, non solo vicepresidente della regione Friuli Venezia Giulia ma sicuramente pietra miliare della realtà pordenonese. Hanno chiuso la conferenza stampa, dopo gli interventi brevi ma esaustivi dei sopracitati ospiti, il Prof. Angelo Bertani, curatore della mostra, che ha ricordato il ruolo fondamentale della famiglia Zanussi per la nascita della Provincia di Pordenone, sottolineando l’importanza di questo evento non solo come ricordo storico ma come proseguo futuro dell’Azienda; e infine l’Assessore alla Cultura Pietro Tropeano, perfetto nel suo recente ruolo, che ha anticipato una imminente mostra presso la Galleria Pizzinato, come compendio a Elettrodomesticità,  in collaborazione con la Stamperia Albicocco di Udine.  

		
“Elettrodomesticità. Design e innovazione nel Nord-Est da Zanussi a Electrolux”

Galleria Herry Bertoia

Pordenone

Dal 10 settembre 2016 al 22 gennaio 2017

Sarà inaugurata il prossimo sabato 10 settembre alle ore 18.00, presso la Galleria Herry Bertoia di Pordenone, la mostra “Elettrodomesticità. Design e innovazione nel Nord-Est da Zanussi a Electrolux” che sarà visitabile fino al 22 gennaio 2017. 

L'esposizione sarà incentrata sul disegno industriale e sui fattori di innovazione, di funzionalità e di estetica che esso ha saputo esprimere. 

Si è scelto di appuntare l'attenzione su tali aspetti sia perché rappresentano al meglio la qualità della produzione Zanussi / Electrolux nell'ambito dell'elettrodomestico, sia perché attraverso la presentazione dei prodotti e della loro progettazione si può rendere concretamente visibile un processo industriale che altrimenti, al di fuori degli specialismi, potrebbe risultare di difficile comunicazione al largo pubblico: infatti un prodotto di massa (e in primis un elettrodomestico, diffuso in tutte le case) inevitabilmente porta con sé il segno di un'epoca e di volta in volta materializza una piccola o grande concezione del vivere sociale, oltre che una visione industriale.

Nei due piani della Galleria Harry Bertoia verrà esposta una selezione

 

Carissimi Amici vi ricordo che, dopo la pausa per le vacanze estive, la segreteria riapre il prossimo lunedì 5 settembre con il solito orario 17.30-19.00. Si raccolgono già le adesioni per l’uscita a Illegio dove lunedì 3 ottobre andremo a vedere la mostra “Oltre. In viaggio con cercatori, fuggitivi, pellegrini.” Ciao a tutti

DI NUOVO ON LINE!!!

Carissimi Amici dopo un’ assenza dal web dovuta a problemi tecnici di trasmissione”… eccoci di nuovo tra voi per aggiornarvi sulle news della nostra Associazione, sui nuovi progetti, sulle iniziative in programma e su tante idee in via di sviluppo. La notizia più eclatante è che abbiamo finalmente la tanto desiderata sede! Ci troverete tutti i lunedì pomeriggio dalle ore 17.30 alle 19.00 in via Mercato n. 3, la stradina che da piazza della Motta porta in Corso Vittorio Emanuele II costeggiando il Palazzo della Camera di Commercio sulla sinistra. Potrete comunque incontrarci ogni volta che vorrete, previo appuntamento, contattandoci via mail o telefonicamente.

 

 

Al nostro folto gruppo di “vecchi amici” se ne sono aggiunti altri, abbiamo una nuova sezione che si dedica alla fotografia e nuove leve che si stanno facendo strada tra visite guidate ed organizzazione di eventi. Tra tante belle cose una sola nota dolente, il nostro Gianni Della Libera non è più tra noi ma solo fisicamente: da qualche angolo dell’universo ci sorride come ha sempre fatto. Ci manca tantissimo ma è come se fosse sempre al nostro fianco: grazie di tutto Gianni!!!

 

Luigi Boille «Il segno infinito»

Opere 1950—2015

Visita guidata alla mostra venerdì 17 giugno

 

Romano d’adozione, Luigi Boille, protagonista tra i maggiori dell’Informale europeo, era pordenonese di nascita ed è la sua città d’origine a volergli dedicare la prima grande retrospettiva a pochi mesi dalla sua scomparsa. 

Questa grande mostra retrospettiva di Pordenone si propone come un percorso significativo attraverso l’arte di Luigi Boille: 65 anni di ricerca - dal 1950 al 2015, anno della scomparsa dell’artista – testimoniati da oltre 140 opere (olii e tecniche miste su tela, tempere, grafiche).

Tra di esse, molti i lavori inediti o esposti solo in mostre internazionali in anni lontani, e da allora non più visibili, come la grande tela Empreinte structure, realizzata per l’ormai mitico

HUMUS PARK 2016

5° International land art meeting and exposition

 

Per la sua quinta edizione Humus Park, International Land Art Meeting and Exposition a cadenza biennale, ha ampliato ancora di più i propri orizzonti creando nuovi intrecci e relazioni, nello spazio, nel tempo, tra le nazioni e le specificità degli artisti.

Sono state due le settimane di lavoro, la prima dal 9 al 14 maggio al Palù di Livenza (importante sito archeologico Patrimonio Unesco, ricco di acqua sorgiva situato tra i Comuni di Caneva e Polcenigo), la seconda dal 16 al 21 maggio nel Parco del Museo Archeologico di Torre a Pordenone (dove il castello accoglie tutti i reperti archeologici della

GUARDATEMI IN FACCIA

Ritratti nella mente 

di Giordano Floreancig

dal 07/12/2014 al 11/01/2015

 

Convento di San Francesco

Piazza della Motta – Pordenone

 

 

“Guardatemi in faccia” è un grido e una richiesta di attenzione, con oltre 300 ritratti a olio su tela che custodiscono un messaggio preciso: la normalità non esiste. Ogni personaggio sgomita per farsi notare, appare e grida. Volti liberi e soli, qui accostati su alte pareti come in un'antica quadreria in modo che il visitatore possa guardare in faccia un altro lato della realtà, quella pazzia che è in tutti noi e che ci rende unici e diversi dagli altri.

Ogni tela è accompagnata da un nome proprio, a definire un'identità in mezzo a una folla di forme e colori: busti e mezzi busti di aspetto quasi sfrontatamente espressionista (perché, secondo l'artista, è soprattutto il volto che ci contraddistingue e parla di noi), ritratti di una cromia assoluta realizzati senza tavolozza e cavalletto, dal tubetto alla tela.

Floreancig non fa mistero della propria predilezione per il mondo della follia intesa come trasgressione dalle regole della ragione. Così la rappresentazione dei folli, nella deformazione dei visi dalle bocche spalancate, e la volontà di esasperare il segno con pennellate violente di un colore carico, lo portano ad andare oltre la semplice riproduzione di un soggetto e a vagare nella realtà interiore di un'umanità sofferente, proponendo una realtà nuova che gli corrisponde. Opere che permettono al suo autore di liberare una forte carica emotiva e tirare fuori l'altra faccia della normalità.

 

 

Complimenti all’artista per le opere di una singolarità affascinante, esposte in un allestimento così curato e di impatto da stupire tutti i visitatori che entrano in mostra, e fino ad ora sono stati veramente tanti!

 

Quando: dal 07/12/2014 al 11/01/2015 

Orario: dal Martedì al Sabato 15.30-19.30 - Domenica e festivi: 11.00-13.00 e 15.30-19.30   Lunedì chiuso 

Dove: Ex Convento di San Francesco - Piazza della Motta, 2 - Pordenone 

Contatto: Comune di Pordenone – tel. 0434-392916                                                                            e-mail:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Servizio di custodia in collaborazione con gli Amici della Cultura di Pordenone

MAN RAY A VILLA MANIN

Venerdì 12 dicembre 2014

 

 

Dopo un raffinato pranzo ai Gelsi, culminato in un’indimenticabile piramide di cioccolato, per festeggiare la chiusura di un 2014 ricco di uscite, mostre ed eventi, gli Amici della Cultura hanno visitato la mostra Man Ray a Villa Manin, mostra che ha tenuto tutti i soci col fiato sospeso dalla prima foto e fino all’ultimo filmato….

 

 

Man Ray, pseudonimo di Emmanuel Radnitzky, autore di alcune delle opere più celebri del XX secolo (come Le violon d’Ingres, nudo femminile con due intagli di violino e Cadeau, ferro da stiro con la piastra percorsa da una fila di chiodi), nasce a Filadelfia nel 1890 da una famiglia di religione ebraica da poco immigrata dall’Europa orientale. Dopo l’apprendistato a New York dove si avvicina all’opera delle avanguardie, stringe amicizia con alcuni fra i più importanti artisti dell’epoca, come Marcel Duchamp, con cui condivide la passione per gli scacchi. Sbarcato nel 1921 a Parigi e accolto da numerosi colleghi artisti, Man Ray diventa uno sperimentatore e un innovatore, e i movimenti artistici cui si avvicina, dadaismo e surrealismo in primo luogo, rappresenteranno lo spunto per invenzioni sempre nuove in campo fotografico, in pittura, nella cinematografia e nella creazione di oggetti e assemblaggi. Allo scoppio della seconda guerra mondiale, dopo un ventennio di intensissima attività artistica, ripara nuovamente negli Stati Uniti. È però un soggiorno temporaneo, infatti nel 1951 Man Ray fa ritorno a Parigi dove risiederà fino alla morte nel 1976.

 

 

La straordinaria inventiva di un artista allo stesso tempo fotografo, pittore, ideatore di oggetti e autore di film sperimentali, viene raccontata a Villa Manin attraverso più di trecento opere che permettono di seguire Man Ray nella sua lunga e movimentata carriera fra Stati Uniti ed Europa, amori e amicizie. Per Man Ray non esisteva infatti distinzione fra arte e vita, fra interesse estetico e sentimentale, desiderio e invenzione visiva. La creatività di Man Ray, dunque, si esprimeva anche nei film sperimentali girati negli anni Venti: Retour à la raison, Emak Bakia, Les Mystères du Chateau du dé, Etoile de mer, oggi unanimemente considerati fra i capolavori della cinematografia surrealista. 

Pur mettendo in evidenza le diverse espressioni dello stile dell’artista, talvolta quasi disorientanti nel loro carattere enigmatico, la mostra permette di cogliere gli elementi di continuità nell’opera di Man Ray, le curiosità e le ossessioni che la punteggiarono. 

 

Mostra prorogata al 31 gennaio 2015: sicuramente da non perdere!

Luigi Vettori. «Un’eredità spezzata»

Venerdì 5 dicembre 2014 

Galleria d’arte moderna e contemporanea

  “Armando Pizzinato”

Pordenone

Guida d’eccezione per gli Amici della Cultura in visita alla mostra di Vettori: la dott.ssa Mara Prizzon, un nome una garanzia….

Attingendo dal ricco patrimonio museale, e grazie alla disponibilità di molti collezionisti privati, il Comune di Pordenone ha realizzato questa mostra per mettere in luce la singolare vicenda del pittore Luigi Vettori, una promessa dell’arte italiana tragicamente spezzata dalla morte a soli ventotto anni. L’esposizione riunisce sessanta dipinti, trentacinque tra disegni e incisioni, numerose foto e documenti originali offrendo il ritratto più completo e ricco sull’artista, dopo la retrospettiva del 1975.

Vettori, arrivato con la famiglia a Pordenone nel 1923, frequenta a Venezia prima il Liceo Artistico e poi l’Accademia di Belle Arti, esponendo con successo alle collettive della Bevilacqua La Masa, alle Sindacali d’Arte di Udine e di Padova e, nel 1935, alla II Quadriennale di Roma. La carriera militare, iniziata nel 1933 e che lo vedrà nel 1936 volontario in Libia e in Etiopia, frena, senza interromperlo, il  suo percorso artistico. Congedato nel 1938, riprende l’attività di pittore e gli studi, diplomandosi a pieni voti nel 1939. Richiamato alle armi, trova la morte il 10 marzo 1941 sul Fronte albanese a Monastir, quota 717.

 

 

PAOLO VERONESE

L’ILLUSIONE DELLA REALTA’

Palazzo della Gran Guardia

Verona

Mercoledì 1 ottobre 2014

 

 

Giornata di pioggia purtroppo per gli Amici della Cultura a Verona per visitare la mostra di Paolo Veronese, tornato nella sua città natale con una mostra dedicata alla sua figura e alla sua opera. 

L’esposizione, allestita nel monumentale Palazzo della Gran Guardia di Verona, si colloca a distanza di ventisei anni dalla rassegna Veronese e Verona tenutasi nel 1988 al Museo di Castelvecchio ed è curata da Paola Marini, direttrice del Museo di Castelvecchio e Bernard Aikema, dell’Università degli Studi di Verona.

Il Veronese ebbe la sua formazione nella Verona di Giovanni Caroto, Antonio Badile e soprattutto Michele Sanmicheli, per poi trasferirsi e svolgere la parte centrale della sua carriera a Venezia, della cui scena artistica fu uno dei principali protagonisti insieme a Tiziano Vecellio e Jacopo Tintoretto. Guidò un’operosa bottega, assistito, tra gli altri, dal fratello Benedetto e dai figli Carlo e Gabriele, che portarono avanti l’attività dopo la sua morte.

 

 

In mostra sono state esposte circa 100 opere, fra dipinti e disegni, provenienti dai più prestigiosi musei italiani ed internazionali, tra cui la Gemäldegalerie di Dresda, la National Gallery of Scotland di Edinburgo, il Museo degli Uffizi di Firenze, Palazzo Rosso di Genova, il British Museum e la National Gallery di Londra, il J. Paul Getty Museum di Los Angeles, il Museo Nacional del Prado di Madrid, la Pinacoteca Estense di Modena, la Pinacoteca di Brera di Milano, il Metropolitan Museum of Art di New York, il Musée du Louvre di Parigi, i Musei Vaticani di Roma, le Gallerie dell’Accademia di Venezia, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, la National Gallery of Art di Washington.

La mostra monografica è la prima di tale ampiezza in Italia dopo quella memorabile curata da Rodolfo Pallucchini a Venezia nel 1939 e presenta Paolo Veronese attraverso sei sezioni espositive: la formazione a Verona, i fondamentali rapporti dell’artista con l’architettura e gli architetti (da Michele Sanmicheli a Jacopo Sansovino a Andrea Palladio), la committenzai temi allegorici e mitologici, la religiosità, e infine le collaborazioni e la bottega, importanti fin dall’inizio del suo lavoro.

Oltre ad un’ampia scelta di capolavori dell’artista, la mostra comprende numerosi disegni di eccezionale qualità e varietà tematica e tecnica, con l’obiettivo di testimoniare il ruolo della progettazione e riflessione grafica non solo nel percorso creativo di Paolo ma anche nella dinamica produttiva del suo atelier. 

 

 

Sicuramente un’esposizione con opere di mirabile bellezza come le Tentazioni di Sant’Antonio, Marte e Venere, l’ Allegorie d’amore, Il Matrimonio mistico di Santa Caterina, Il Buon Samaritano, il Miracolo e conversione di San Pantalon, e ancora La conversione della Maddalena dove a mio avviso Veronese raggiunge l’apoteosi  della sua esemplare arte. 

Da menzionare inoltre nelle opere anche la ricchezza dei tessuti dipinti dall’artista, dove il disegno si amalgama coi colori dando vita a broccati e velluti che si vorrebbero toccare con mano per rendersi conto che sono solo dipinti.