Mostre ed Eventi

 

Carissimi Amici vi ricordo che, dopo la pausa per le vacanze estive, la segreteria riapre il prossimo lunedì 5 settembre con il solito orario 17.30-19.00. Si raccolgono già le adesioni per l’uscita a Illegio dove lunedì 3 ottobre andremo a vedere la mostra “Oltre. In viaggio con cercatori, fuggitivi, pellegrini.” Ciao a tutti

DI NUOVO ON LINE!!!

Carissimi Amici dopo un’ assenza dal web dovuta a problemi tecnici di trasmissione”… eccoci di nuovo tra voi per aggiornarvi sulle news della nostra Associazione, sui nuovi progetti, sulle iniziative in programma e su tante idee in via di sviluppo. La notizia più eclatante è che abbiamo finalmente la tanto desiderata sede! Ci troverete tutti i lunedì pomeriggio dalle ore 17.30 alle 19.00 in via Mercato n. 3, la stradina che da piazza della Motta porta in Corso Vittorio Emanuele II costeggiando il Palazzo della Camera di Commercio sulla sinistra. Potrete comunque incontrarci ogni volta che vorrete, previo appuntamento, contattandoci via mail o telefonicamente.

 

 

Al nostro folto gruppo di “vecchi amici” se ne sono aggiunti altri, abbiamo una nuova sezione che si dedica alla fotografia e nuove leve che si stanno facendo strada tra visite guidate ed organizzazione di eventi. Tra tante belle cose una sola nota dolente, il nostro Gianni Della Libera non è più tra noi ma solo fisicamente: da qualche angolo dell’universo ci sorride come ha sempre fatto. Ci manca tantissimo ma è come se fosse sempre al nostro fianco: grazie di tutto Gianni!!!

 

Luigi Boille «Il segno infinito»

Opere 1950—2015

Visita guidata alla mostra venerdì 17 giugno

 

Romano d’adozione, Luigi Boille, protagonista tra i maggiori dell’Informale europeo, era pordenonese di nascita ed è la sua città d’origine a volergli dedicare la prima grande retrospettiva a pochi mesi dalla sua scomparsa. 

Questa grande mostra retrospettiva di Pordenone si propone come un percorso significativo attraverso l’arte di Luigi Boille: 65 anni di ricerca - dal 1950 al 2015, anno della scomparsa dell’artista – testimoniati da oltre 140 opere (olii e tecniche miste su tela, tempere, grafiche).

Tra di esse, molti i lavori inediti o esposti solo in mostre internazionali in anni lontani, e da allora non più visibili, come la grande tela Empreinte structure, realizzata per l’ormai mitico

HUMUS PARK 2016

5° International land art meeting and exposition

 

Per la sua quinta edizione Humus Park, International Land Art Meeting and Exposition a cadenza biennale, ha ampliato ancora di più i propri orizzonti creando nuovi intrecci e relazioni, nello spazio, nel tempo, tra le nazioni e le specificità degli artisti.

Sono state due le settimane di lavoro, la prima dal 9 al 14 maggio al Palù di Livenza (importante sito archeologico Patrimonio Unesco, ricco di acqua sorgiva situato tra i Comuni di Caneva e Polcenigo), la seconda dal 16 al 21 maggio nel Parco del Museo Archeologico di Torre a Pordenone (dove il castello accoglie tutti i reperti archeologici della

GUARDATEMI IN FACCIA

Ritratti nella mente 

di Giordano Floreancig

dal 07/12/2014 al 11/01/2015

 

Convento di San Francesco

Piazza della Motta – Pordenone

 

 

“Guardatemi in faccia” è un grido e una richiesta di attenzione, con oltre 300 ritratti a olio su tela che custodiscono un messaggio preciso: la normalità non esiste. Ogni personaggio sgomita per farsi notare, appare e grida. Volti liberi e soli, qui accostati su alte pareti come in un'antica quadreria in modo che il visitatore possa guardare in faccia un altro lato della realtà, quella pazzia che è in tutti noi e che ci rende unici e diversi dagli altri.

Ogni tela è accompagnata da un nome proprio, a definire un'identità in mezzo a una folla di forme e colori: busti e mezzi busti di aspetto quasi sfrontatamente espressionista (perché, secondo l'artista, è soprattutto il volto che ci contraddistingue e parla di noi), ritratti di una cromia assoluta realizzati senza tavolozza e cavalletto, dal tubetto alla tela.

Floreancig non fa mistero della propria predilezione per il mondo della follia intesa come trasgressione dalle regole della ragione. Così la rappresentazione dei folli, nella deformazione dei visi dalle bocche spalancate, e la volontà di esasperare il segno con pennellate violente di un colore carico, lo portano ad andare oltre la semplice riproduzione di un soggetto e a vagare nella realtà interiore di un'umanità sofferente, proponendo una realtà nuova che gli corrisponde. Opere che permettono al suo autore di liberare una forte carica emotiva e tirare fuori l'altra faccia della normalità.

 

 

Complimenti all’artista per le opere di una singolarità affascinante, esposte in un allestimento così curato e di impatto da stupire tutti i visitatori che entrano in mostra, e fino ad ora sono stati veramente tanti!

 

Quando: dal 07/12/2014 al 11/01/2015 

Orario: dal Martedì al Sabato 15.30-19.30 - Domenica e festivi: 11.00-13.00 e 15.30-19.30   Lunedì chiuso 

Dove: Ex Convento di San Francesco - Piazza della Motta, 2 - Pordenone 

Contatto: Comune di Pordenone – tel. 0434-392916                                                                            e-mail:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Servizio di custodia in collaborazione con gli Amici della Cultura di Pordenone

MAN RAY A VILLA MANIN

Venerdì 12 dicembre 2014

 

 

Dopo un raffinato pranzo ai Gelsi, culminato in un’indimenticabile piramide di cioccolato, per festeggiare la chiusura di un 2014 ricco di uscite, mostre ed eventi, gli Amici della Cultura hanno visitato la mostra Man Ray a Villa Manin, mostra che ha tenuto tutti i soci col fiato sospeso dalla prima foto e fino all’ultimo filmato….

 

 

Man Ray, pseudonimo di Emmanuel Radnitzky, autore di alcune delle opere più celebri del XX secolo (come Le violon d’Ingres, nudo femminile con due intagli di violino e Cadeau, ferro da stiro con la piastra percorsa da una fila di chiodi), nasce a Filadelfia nel 1890 da una famiglia di religione ebraica da poco immigrata dall’Europa orientale. Dopo l’apprendistato a New York dove si avvicina all’opera delle avanguardie, stringe amicizia con alcuni fra i più importanti artisti dell’epoca, come Marcel Duchamp, con cui condivide la passione per gli scacchi. Sbarcato nel 1921 a Parigi e accolto da numerosi colleghi artisti, Man Ray diventa uno sperimentatore e un innovatore, e i movimenti artistici cui si avvicina, dadaismo e surrealismo in primo luogo, rappresenteranno lo spunto per invenzioni sempre nuove in campo fotografico, in pittura, nella cinematografia e nella creazione di oggetti e assemblaggi. Allo scoppio della seconda guerra mondiale, dopo un ventennio di intensissima attività artistica, ripara nuovamente negli Stati Uniti. È però un soggiorno temporaneo, infatti nel 1951 Man Ray fa ritorno a Parigi dove risiederà fino alla morte nel 1976.

 

 

La straordinaria inventiva di un artista allo stesso tempo fotografo, pittore, ideatore di oggetti e autore di film sperimentali, viene raccontata a Villa Manin attraverso più di trecento opere che permettono di seguire Man Ray nella sua lunga e movimentata carriera fra Stati Uniti ed Europa, amori e amicizie. Per Man Ray non esisteva infatti distinzione fra arte e vita, fra interesse estetico e sentimentale, desiderio e invenzione visiva. La creatività di Man Ray, dunque, si esprimeva anche nei film sperimentali girati negli anni Venti: Retour à la raison, Emak Bakia, Les Mystères du Chateau du dé, Etoile de mer, oggi unanimemente considerati fra i capolavori della cinematografia surrealista. 

Pur mettendo in evidenza le diverse espressioni dello stile dell’artista, talvolta quasi disorientanti nel loro carattere enigmatico, la mostra permette di cogliere gli elementi di continuità nell’opera di Man Ray, le curiosità e le ossessioni che la punteggiarono. 

 

Mostra prorogata al 31 gennaio 2015: sicuramente da non perdere!

Luigi Vettori. «Un’eredità spezzata»

Venerdì 5 dicembre 2014 

Galleria d’arte moderna e contemporanea

  “Armando Pizzinato”

Pordenone

Guida d’eccezione per gli Amici della Cultura in visita alla mostra di Vettori: la dott.ssa Mara Prizzon, un nome una garanzia….

Attingendo dal ricco patrimonio museale, e grazie alla disponibilità di molti collezionisti privati, il Comune di Pordenone ha realizzato questa mostra per mettere in luce la singolare vicenda del pittore Luigi Vettori, una promessa dell’arte italiana tragicamente spezzata dalla morte a soli ventotto anni. L’esposizione riunisce sessanta dipinti, trentacinque tra disegni e incisioni, numerose foto e documenti originali offrendo il ritratto più completo e ricco sull’artista, dopo la retrospettiva del 1975.

Vettori, arrivato con la famiglia a Pordenone nel 1923, frequenta a Venezia prima il Liceo Artistico e poi l’Accademia di Belle Arti, esponendo con successo alle collettive della Bevilacqua La Masa, alle Sindacali d’Arte di Udine e di Padova e, nel 1935, alla II Quadriennale di Roma. La carriera militare, iniziata nel 1933 e che lo vedrà nel 1936 volontario in Libia e in Etiopia, frena, senza interromperlo, il  suo percorso artistico. Congedato nel 1938, riprende l’attività di pittore e gli studi, diplomandosi a pieni voti nel 1939. Richiamato alle armi, trova la morte il 10 marzo 1941 sul Fronte albanese a Monastir, quota 717.

 

 

PAOLO VERONESE

L’ILLUSIONE DELLA REALTA’

Palazzo della Gran Guardia

Verona

Mercoledì 1 ottobre 2014

 

 

Giornata di pioggia purtroppo per gli Amici della Cultura a Verona per visitare la mostra di Paolo Veronese, tornato nella sua città natale con una mostra dedicata alla sua figura e alla sua opera. 

L’esposizione, allestita nel monumentale Palazzo della Gran Guardia di Verona, si colloca a distanza di ventisei anni dalla rassegna Veronese e Verona tenutasi nel 1988 al Museo di Castelvecchio ed è curata da Paola Marini, direttrice del Museo di Castelvecchio e Bernard Aikema, dell’Università degli Studi di Verona.

Il Veronese ebbe la sua formazione nella Verona di Giovanni Caroto, Antonio Badile e soprattutto Michele Sanmicheli, per poi trasferirsi e svolgere la parte centrale della sua carriera a Venezia, della cui scena artistica fu uno dei principali protagonisti insieme a Tiziano Vecellio e Jacopo Tintoretto. Guidò un’operosa bottega, assistito, tra gli altri, dal fratello Benedetto e dai figli Carlo e Gabriele, che portarono avanti l’attività dopo la sua morte.

 

 

In mostra sono state esposte circa 100 opere, fra dipinti e disegni, provenienti dai più prestigiosi musei italiani ed internazionali, tra cui la Gemäldegalerie di Dresda, la National Gallery of Scotland di Edinburgo, il Museo degli Uffizi di Firenze, Palazzo Rosso di Genova, il British Museum e la National Gallery di Londra, il J. Paul Getty Museum di Los Angeles, il Museo Nacional del Prado di Madrid, la Pinacoteca Estense di Modena, la Pinacoteca di Brera di Milano, il Metropolitan Museum of Art di New York, il Musée du Louvre di Parigi, i Musei Vaticani di Roma, le Gallerie dell’Accademia di Venezia, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, la National Gallery of Art di Washington.

La mostra monografica è la prima di tale ampiezza in Italia dopo quella memorabile curata da Rodolfo Pallucchini a Venezia nel 1939 e presenta Paolo Veronese attraverso sei sezioni espositive: la formazione a Verona, i fondamentali rapporti dell’artista con l’architettura e gli architetti (da Michele Sanmicheli a Jacopo Sansovino a Andrea Palladio), la committenzai temi allegorici e mitologici, la religiosità, e infine le collaborazioni e la bottega, importanti fin dall’inizio del suo lavoro.

Oltre ad un’ampia scelta di capolavori dell’artista, la mostra comprende numerosi disegni di eccezionale qualità e varietà tematica e tecnica, con l’obiettivo di testimoniare il ruolo della progettazione e riflessione grafica non solo nel percorso creativo di Paolo ma anche nella dinamica produttiva del suo atelier. 

 

 

Sicuramente un’esposizione con opere di mirabile bellezza come le Tentazioni di Sant’Antonio, Marte e Venere, l’ Allegorie d’amore, Il Matrimonio mistico di Santa Caterina, Il Buon Samaritano, il Miracolo e conversione di San Pantalon, e ancora La conversione della Maddalena dove a mio avviso Veronese raggiunge l’apoteosi  della sua esemplare arte. 

Da menzionare inoltre nelle opere anche la ricchezza dei tessuti dipinti dall’artista, dove il disegno si amalgama coi colori dando vita a broccati e velluti che si vorrebbero toccare con mano per rendersi conto che sono solo dipinti.  

 

 

 

PIERPAOLO MITTICA

ASHES/CENERI

Racconti di un fotoreporter

Galleria Harry Bertoia

Pordenone 

13 settembre 2014 - 11 gennaio 2015

 

Mittica nelle sue immagini non fa sconti. Racconta quanto di assurdo e di terribile l’uomo fa contro se stesso. In luoghi che per molti sono sinonimo di disastri non casuali, di guerre, nuove schiavitù e di abbruttimento; e che per altri non sono altro che usuali condizioni di esistenza, o meglio di tragica sopravvivenza.

 

 

Per questo la dura, emozionante mostra di 150 sue immagini che la pordenonese Galleria comunale Harry Bertoia propone da settembre 2014 al gennaio 2015, è di quelle che è necessario vedere. Non per osservare una altra faccia del mondo ma per essere coscienti che quello è esattamente il nostro mondo, perché quelle immagini raccontano ciò che anche a noi consente di godere uno status di privilegiati, anche in un momento storico che viviamo come difficile.

La mostra si intitola Ashes / Ceneri. Un titolo che certo fa riferimento ai devastanti effetti sociali e/o ecologici causati dallo sfruttamento degli uomini e dell’ambiente in varie parti del mondo. Ma, in positivo, indica l’urgenza di una svolta epocale e di una rinascita, proprio a partire dalla conoscenza di ciò che, anche negli ultimi decenni, è stato provocato da ciniche scelte politiche ed economiche.

Pierpaolo Mittica è un fotografo particolarmente attento alle tematiche sociali e ambientali. Si è occupato soprattutto degli oppressi, degli ultimi e delle persone che non hanno diritto di parola nei luoghi più difficili del terzo mondo. E, negli ultimi anni, ha iniziato a indagare sui più gravi disastri ecologici che hanno afflitto l’umanità e distrutto l’ambiente.

Per questa mostra, promossa ed organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Pordenone, Mittica ha scelto di documentare 10 ordinarie emergenze: Balcani: dalla Bosnia al Kosovo, 1997-1999, Incredibile India, 2002-2005; Chernobyl l’eredità nascosta 2002-2007; Vite riciclate, 2007-2008; Kawah Ijen – Inferno, 2009; Piccoli schiavi, 2010; Fukushima No-Go Zone, 2011-2012; Karabash, Russia, 2013; Mayak 57, Russia 2013; Magnitogorsk, Russia 2013.

Ingresso: intero € 3,00 – ridotto € 1,00

Orario: martedì > sabato 15.30 > 19.30, domenica 10.00 > 13.00 - 15.30 > 19.30, chiuso: i lunedì, 1 novembre, 25 dicembre e 1 gennaio 2015 

Dove: Galleria Harry Bertoia - Corso Vittorio Emanuele II, 60 - Pordenone 

Info: Comune di Pordenone - 0434392916 -  HYPERLINK "mailto:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo." \o "" Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; percorsi assistiti su prenotazione a cura dell’associazione Amici della Cultura - 349 7908128

 

Mostra promossa dal Comune di Pordenone, Assessorato alla Cultura con il Patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, della Regione Autonoma FVG in collaborazione Associazione Amici della Cultura, Associazione Culturale Thesis, a cura di Angelo Berlina

 

SABATO 5 LUGLIO

ORE 17.00

 

MUSICA, STORIA E ARTE

ALLA CHIESETTA

DI S. LEONARDO IN SYLVIS

IV Edizione

 

 

Saranno gli allievi e gli insegnanti della Scuola Popolare di Musica “L. Mascagni” di Pordenone ad esibirsi per la IV edizione di MUSICA, STORIA E ARTE ALLA CHIESETTA DI S. LEONARDO IN SYLVIS a Vallenoncello.

Violoncello, clarinetto, violino e pianoforte e ancora saxofono, flauto e chitarre classiche, affiancati alle opere di Isabella Ceciliot, allieteranno quello che ormai è diventato un immancabile appuntamento di Estate in Città.

Gli Amici della Cultura e la Società Operaia di Mutuo Soccorso ed Istruzione di Pordenone ringraziano sentitamente il Comune di Pordenone per la collaborazione e l’azienda IDREAM per il brindisi finale che verrà gentilmente offerto.

 

 

ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE DI LAND ART

 

PERCORSI GUIDATI A HUMUS PARK 2014 – gratuiti e aperti a tutti

 

SITO PALAFITTICOLO DEL PALU’ DI LIVENZA 

 CANEVAPOLCENIGO (PN)

 

PARCO DEL CASTELLO DI TORRE MUSEO ARCHEOLOGICO

PORDENONE

 

 

Per la sua edizione 2014 Humus Park raddoppia le location e per i percorsi guidati si fa in quattro. 

Data la doppia valenza di entrambi i siti verrà data la possibilità di una visita completa o specifica per ambito di interesse, strutturando i percorsi guidati in 2 moduli.

Si potrà così godere di tutta la magia di due luoghi che uniscono arte, natura e archeologia, passeggiando tra verde e acqua, accompagnati da persone esperte, grazie alla collaborazione di Eupolis Studio Associato, dell’Associazione Amici della Cultura di Pordenone e dell’Associazione Il Grapo – Gruppo Archeologico di Polcenigo.

I percorsi guidati - gratuiti ed aperti a tutti, adatti anche a famiglie con bambini – avranno luogo tutti sabati di giugno, luglio e agosto 2014. Al mattino alle ore 10.00 si visiterà il Palù di Livenza, il pomeriggio alle ore 17.00 il Museo Archeologico di Torre e alle ore 18.00 Il Parco. Per le visite ai parchi si consigliano calzature comode. In caso di pioggia le visite non avranno luogo.

 


 

Per informazioni e prenotazioni per i percorsi del Palù di Livenza: 

339 1363764 (Eupolis - Deborah Zamparo)

Per informazioni e prenotazioni per i percorsi al Parco e Museo Archeologico di Torre: 

 

347 9156576 (Eupolis - Luca Marigliano)