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La costruzione del monastero dei frati minori conventuali di San Francesco cominciò nei primi decenni del ’400 per volere testamentario di Giovanni Ricchieri. La costruzione venne autorizzata dal vescovo di Concordia Arrigo di Strassoldo, e sancita dalla bolla pontificale di Martino V.


ImageLa Biblioteca Civica di Pordenone, nata ufficiosamente nel 1935 grazie al lascito monetario ma soprattutto librario del conte Alfonso di Porcia e Brugnera, venne definitivamente inaugurata e aperta ai cittadini nel 1960. Fu la prima biblioteca pubblica della zona, frequentata inizialmente da studiosi per lo più di cultura locale.

ImageIl Museo Archeologico, ancora in corso di un definitivo allestimento, da qualche tempo ha aperto i battenti scegliendo una sede d’ eccezione quale il Castello di Torre. La fortezza costruita nel XIII secolo, su di un presumibile sito di origine romana, e voluta con tutta probabilità dall’antica Casa dei signori di Prata, fu a lungo oggetto di contesa tra il conte di Gorizia, i duchi d’Austria ed i Patriarchi d’Aquileia.


ImagePalazzo Ricchieri è sede del museo Civico d’Arte di Pordenone dal 1970: fu inaugurato ufficialmente nell’ottobre del 1972 riunendo le civiche raccolte d’arte che erano precedentemente sistemate nell’aula consiliare del Palazzo Municipale.


ImageL'attuale sede espositiva, oggi ospitata nel cinquecentesco Palazzo Amalteo, fu fondata in origine nel 1970 come Museo di Storia Naturale racchiudendo le raccolte naturalistiche e scientifiche della Società Naturalisti "Silvia Zenari".

Esistono cinque biblioteche circoscrizionali nella città di Pordenone che si inseriscono in un circuito cittadino per poter supportare la Biblioteca Civica centrale. Le Biblioteche, dislocate a coprire l’intera fascia cittadina, sono posizionate per venire incontro alle esigenze di quei cittadini che non solo hanno problemi di spostamenti relativi ai trasporti, ma vogliono usufruire di un servizio bibliotecario primario.

Galleria Harry Bertoia

 

 

L’attuale complesso architettonico di Palazzo Spelladi è il risultato di eventi che si sono susseguiti nel corso dei secoli e che hanno dato origine a demolizioni, successivi accorpamenti, modifiche volumetriche e rimaneggiamenti. La struttura originaria è databile almeno agli inizi del Trecento, epoca prossima all’edificazione dei vicini fabbricati del palazzo municipale, risalente al 1291 e della chiesa di San Marco, elevata a parrocchia nel 1278. Il palazzo appartenne alla famiglia Spelladi, una delle dodici casate più antiche della città, nobilitate nel 1447, che lo possedettero fino al 1777, quando, a seguito di una permuta con i Rossi, si trasferirono nell’attuale Corso Garibaldi.