L’associazione AMICI DELLA CULTURA di Pordenone, nata recentemente come gruppo di volontariato ispirandosi ai principi di solidarietà sociale ed ai valori che esaltano la dignità dell’uomo, si propone come scopo quello di incrementare la cultura sia individuale che collettiva principalmente a livello cittadino.
Questo è il motivo per cui sostiene e coadiuva le istituzioni culturali del Comune di Pordenone, mettendo in evidenza le risorse artistiche ed ambientali, nonché il sapere di interesse locale in tutte le sue esplificazioni.
In particolare l’Associazione collabora, dando aiuto non solo intellettuale ma anche manuale, con il Museo Civico d’Arte di Palazzo Ricchieri (e relativa sede espositiva di Villa Galvani nonché futura Galleria d’Arte Moderna), il Museo delle Scienze ed il neo-nato Museo Archeologico di Torre, la Biblioteca Civica ed inerenti biblioteche circoscrizionali, l’Archivio storico nella sua nuova sede ed infine l’ex Convento di San Francesco, fulcro delle manifestazioni culturali cittadine.
Nella chiesa sconsacrata di quella che fu una delle sedi religiose più conosciute e più importanti della vecchia Portus Naonis, ora vengono allestiti percorsi espositivi che riscuotono vivo interesse anche al di fuori del mero ambito locale. Il resto degli ambienti che formavano il Convento, ossia le celle dei frati ed i luoghi di lavoro comune, sono oggi occupati dagli uffici dell’Assessorato alla Cultura, mentre al piano terra una suggestiva sala, che odora di altri tempi, è sempre occupata da corsi di formazione, seminari, convegni ed iniziative erudite di ogni genere.
E proprio all’ultimo piano di questa struttura, sempre animata da "fermento culturale", si trova la sede degli Amici della Cultura che, dall’alto dei tetti e di quelle calle che ne caratterizzano il centro storico, godono di una impareggiabile vista quale è piazza della Motta.
Entrando nell’ampia sala, che non ha niente dell’ ufficio bensì ha tutta l’aria di un ritrovo tra Amici (della cultura ovviamente!), ci si trova di fronte ad una parete che al centro ospita una tela di vaste dimensioni che raffigura una serie di angioletti tipicamente impostati alla "Giovanni Antonio da Pordenone".
E’ il quadro di un artista che ormai parecchi anni or sono partecipò ad un concorso che aveva lo scopo di far rivivere in chiave moderna opere ed artisti friulani del tempo passato.
Non ricordo precisamente se il quadro vinse oppure no il Concorso, quello di cui sono però sicura è che il pittore, in quel turbinio di angioletti, è riuscito a racchiudere parte dello spirito del de’ Sacchis, uno dei più grandi artisti friulani di tutti i tempi, spirito artistico e culturale che noi in quanto suoi concittadini abbiamo il dovere di tramandare e divulgare.